C’è un momento dell’anno in cui l’albicocco sembra “addormentato” e ti viene spontaneo pensare: adesso lo sistemo, così in primavera sarà perfetto. L’ho pensato anch’io. E invece è proprio lì che si rischia di fare il danno più grande, perché l’albicocco ha un carattere delicato, e certi tagli, se arrivano nel periodo sbagliato, si pagano con meno fiori e meno frutti.
Il momento esatto da aspettare (e perché)
Se vuoi evitare brutte sorprese, la regola pratica è semplice: non potare l’albicocco prima di fine gennaio o inizio febbraio. Nei mesi più freddi, soprattutto dicembre e gennaio, i tagli restano “aperti” più a lungo, la pianta cicatrizza male e aumentano i rischi di:
- gommosi (quell’essudato appiccicoso che spesso è un segnale di stress e infezioni)
- disseccamenti di rametti e branche
- indebolimento delle gemme a fiore, quindi raccolto ridotto nella stagione successiva
In breve, il freddo non perdona: rallenta la cicatrizzazione, amplifica le ferite e rende l’albicocco più vulnerabile.
La vera potatura “furba”: settembre, dopo la raccolta
La potatura principale, quella che più aiuta anche la produzione dell’anno dopo, di solito si fa a settembre, dopo la raccolta. È un periodo che molti sottovalutano, ma spesso è il più sensato: il clima è ancora mite, la pianta reagisce meglio e i tagli hanno tempo di chiudersi bene.
Qui l’obiettivo non è “svuotare” l’albero, ma accompagnarlo:
- eliminare rami secchi o mal posizionati
- arieggiare la chioma (luce e aria fanno miracoli)
- mantenere equilibrata la produzione, evitando eccessi di legno a scapito dei frutti
È una potatura che, fatta bene, favorisce l’impostazione delle gemme che diventeranno fiori nella primavera successiva.
L’alternativa sicura: fine inverno, ma senza correre
Se ti sei perso settembre, oppure hai bisogno di un intervento strutturale, la finestra più prudente è fine inverno (febbraio-marzo), poco prima della ripresa vegetativa, quando le gelate più dure di solito sono alle spalle ma le gemme non sono ancora esplose.
In questa fase conviene puntare su tagli leggeri e mirati, evitando la potatura drastica tipica di altre specie (melo e pero, per esempio, la reggono meglio). L’albicocco, invece, tende a “rispondere male” allo stress in riposo vegetativo profondo.
Potatura verde: utile, ma solo se la fai con giudizio
La cosiddetta potatura verde può essere una grande alleata, soprattutto per contenere vigore e sistemare dettagli senza traumatizzare l’albero. Si fa in genere:
- in primavera (marzo-maggio) con piccoli sfoltimenti
- in estate (luglio-agosto) con cimature leggere e correzioni
La parola chiave, però, è clima: lavora solo in giornate asciutte, perché umidità e freddo rendono i tagli più rischiosi e possono favorire problemi come la gommosi. (Se vuoi inquadrare meglio il fenomeno, la gommosi è proprio l’esempio classico di stress e vulnerabilità nei fruttiferi a nocciolo.)
Cosa succede se poti troppo presto: i tre errori che costano caro
Quando la potatura arriva nel momento sbagliato, gli effetti non sono sempre immediati. A volte li vedi mesi dopo, quando ti aspetti una fioritura piena e invece trovi vuoti e rami che “si sono ritirati”. Gli errori più comuni sono:
- Tagli in pieno freddo (dicembre-gennaio), con cicatrizzazione lenta e ferite esposte.
- Interventi troppo energici su una specie sensibile, che reagisce con stress e disseccamenti.
- Potatura verde in primavera umida, che non permette una chiusura pulita dei tagli.
Risultato possibile: meno fiori, frutti più piccoli, o una produzione “a singhiozzo” da un anno all’altro.
Checklist pratica: come potare senza pentirtene
Per ridurre i rischi e migliorare i risultati, io mi attengo a poche regole, semplici ma decisive:
- usa attrezzi affilati (taglio netto, ferita più piccola)
- disinfetta le lame, soprattutto se togli rami malati
- evita tagli grossi quando puoi, meglio più interventi piccoli
- su piante vigorose, fai potature leggere e costanti
- sugli albicocchi giovani, concentra la formazione tra primavera ed estate, quando la pianta reagisce meglio
In conclusione: se devi scegliere una data, scegli questa
Se vuoi un riferimento chiaro: aspetta fine gennaio o inizio febbraio per qualunque intervento invernale, e considera settembre come il periodo ideale per la potatura principale dopo la raccolta. Così non “forzi” l’albicocco nel suo momento più fragile, e aumenti davvero le probabilità di una fioritura ricca e di un raccolto soddisfacente.




