C’è un momento, quando la luce del mattino entra di taglio, in cui il parquet “parla”. Se è opaco lo vedi subito, se è curato sembra quasi che la stanza respiri meglio. Il vero segreto, quello che ho sentito ripetere più volte da chi ha casa sempre in ordine, non è un prodotto miracoloso: è una routine semplice, costante, e soprattutto delicata.
Il “segreto” è togliere la polvere prima che diventi graffio
Sembra banale, ma è qui che si gioca la partita della lucentezza. La polvere, insieme ai granelli portati dalle scarpe, è come carta vetrata invisibile. Se la trascini in giro con uno straccio bagnato, stai solo distribuendo micro-graffi.
Cosa funziona davvero, ogni giorno o quasi:
- Aspirapolvere con spazzola per parquet (morbida, senza setole dure).
- In alternativa, una scopa a vapore usata con criterio (vapore leggero, passaggi rapidi, mai insistere).
L’obiettivo è uno solo: superficie pulita e asciutta, senza residui.
Lavaggio naturale: acqua tiepida, poco prodotto, straccio strizzato
Il parquet non ama gli eccessi, soprattutto di acqua. Quello che rende tutto “senza fatica” è imparare la quantità giusta: lo straccio deve essere umido, non bagnato. Se gocciola, è già troppo.
Una volta a settimana (o quando serve davvero), puoi usare una soluzione semplice:
- 1 litro di acqua tiepida
- Mezza tazza di aceto bianco
- Poche gocce di detergente neutro a pH delicato, va bene anche un prodotto tipo SPLENDI, oppure sapone di Marsiglia ben sciolto
Poi:
- Passa un panno in microfibra ben strizzato.
- Fai movimenti morbidi, seguendo la vena del legno.
- Apri le finestre e lascia asciugare in fretta, l’aria è la miglior alleata contro l’umidità.
Lucidatura “furba” in base al tipo di parquet
Qui molte persone sbagliano perché trattano tutto allo stesso modo. Invece la finitura cambia le regole.
Parquet verniciato: nutrire senza ungere
Se il parquet è verniciato, la lucidità viene dalla superficie, quindi serve solo una leggera “rifinitura”:
- Olio di lino (pochissimo) diluito in acqua, applicato con panno morbido
- In alternativa, una miscela leggera con succo di limone e una goccia di olio essenziale agrumato (sempre molto diluita)
Passa, poi asciuga con un panno pulito e asciutto. Il trucco è quel secondo passaggio, è lui che tira fuori la luce.
Parquet non verniciato: protezione con moderazione
Qui il legno assorbe di più. Puoi usare:
- oli naturali come lino o anche oliva, ma con mano leggerissima
Se esageri, resta una sensazione di unto che attira altra polvere. Meglio poco e più spesso, piuttosto che tanto tutto insieme.
Laminato: pulizia essenziale, zero “ricette creative”
Sul laminato non servono oli o cere improvvisate:
- Aspirapolvere
- Acqua calda e pochissimo detergente delicato
- Panno sempre ben strizzato
Se resta opaco, ripeti con meno prodotto, spesso è solo un residuo di detergente.
Trucchi extra per una brillantezza che dura mesi
Se vuoi il parquet lucido “sempre”, serve anche una piccola strategia di protezione:
- Applica una cera protettiva ogni 3-6 mesi, scegliendo quella adatta alla finitura.
- Evita prodotti schiumogeni, acidi forti o abrasivi, opacizzano e lasciano aloni.
- Metti feltrini sotto sedie e tavoli, è una banalità che salva la superficie.
E una nota che cambia tutto: l’acqua non deve mai ristagnare. Se vedi una goccia, asciugala subito. È un gesto minuscolo, ma fa una differenza enorme sul lungo periodo.
La mini-routine “senza fatica” (che funziona davvero)
Ecco la sequenza più semplice, quella da tenere a mente:
- Polvere rimossa spesso, meglio ogni giorno nelle zone di passaggio
- Lavaggio settimanale con soluzione tiepida, straccio super strizzato
- Asciugatura rapida, aria e panno asciutto se serve
- Protezione periodica con cera, senza esagerare
In fondo è un po’ come prendersi cura della pelle: non serve “aggressività”, serve costanza e delicatezza. E se il parquet è già molto rovinato, con righe profonde o zone gonfie, lì conviene davvero sentire un professionista, perché la manutenzione quotidiana non può sostituire un ripristino fatto bene.
Quando inizi con questa routine, la cosa sorprendente è che non ci metti di più, anzi: ci metti meno, perché il pavimento si sporca meno e si pulisce più in fretta. E la luce, quella, torna a farsi vedere. Una piccola magia domestica, tutta giocata su microfibra, buon senso e un goccio di aceto.




