C’è un momento, con un gatto in casa, che prima o poi arriva sempre: lui salta sul divano, ti raggiunge come se avesse un appuntamento importantissimo, ti guarda mezzo secondo e poi inizia. Zampa destra, zampa sinistra, ritmo ipnotico. A volte ci scappa pure un piccolo “ahi”, perché gli artigli non sono esattamente delicati. E tu ti chiedi, con un misto di tenerezza e curiosità: perché i gatti impastano?
Il “ricordo” più antico: quando era un cucciolo
La spiegazione più solida, quella che gli esperti considerano la base di tutto, nasce nei primissimi giorni di vita. I gattini premono con le zampine sul ventre della madre per stimolare il flusso di latte. È un gesto istintivo, quasi automatico, legato a tre cose potentissime: nutrimento, calore e sicurezza.
Quella sensazione non si cancella. Da adulti, molti gatti “riattivano” lo stesso schema motorio quando provano benessere. Ecco perché spesso l’impastamento arriva insieme a segnali chiarissimi di serenità:
- fusa profonde e regolari
- occhi socchiusi (il classico sguardo da “sto benissimo”)
- postura morbida, spalle rilassate
- a volte perfino un piccolo sbavamento, se sono davvero in estasi
In pratica, quando impasta, il tuo gatto sta dicendo: qui mi sento a casa.
Comfort e felicità: il gatto si sta “autococcolando”
Osservandoli da vicino, sembra quasi una piccola meditazione. L’impastamento è uno dei comportamenti più tipici del comfort felino, un modo per abbassare la tensione e aumentare la sensazione di protezione.
Molti lo fanno su superfici soffici, come plaid, cuscini e maglioni. E sì, spesso scelgono proprio te. Non è un caso: sei caldo, familiare, prevedibile, e questo per un animale sensibile come il gatto vale tantissimo.
La firma invisibile: marcatura territoriale (in versione affettuosa)
C’è poi un dettaglio che sorprende sempre: sotto i cuscinetti delle zampe ci sono ghiandole che rilasciano sostanze odorose. Non è un “odore” come lo intendiamo noi, ma una comunicazione chimica fatta di feromoni. In altre parole, mentre impasta, il gatto può anche “firmare” quel posto, o quella persona.
Non bisogna immaginare una scena da gelosia o possesso. Molto più spesso è una forma di fiducia: sta dicendo che quel territorio è sicuro, familiare, suo, e tu ne fai parte.
Se vuoi una lettura semplice, è questa: ti sta includendo nel suo mondo.
Un gesto da antenati: preparare la cuccia perfetta
Un’altra spiegazione, molto citata dagli esperti, guarda ancora più indietro, al gatto selvatico. Prima di accucciarsi, un felino può “lavorare” il terreno per appiattire erba e foglie, creando una base più comoda e stabile. È un’eco di un comportamento antico, un piccolo rituale che oggi finisce su un piumone o sul bracciolo del divano.
Ecco perché, spesso, l’impastamento arriva proprio prima di:
- girarsi in tondo
- cercare il punto “giusto”
- acciambellarsi e crollare
E se fosse un segnale di calore?
In rari casi, soprattutto nelle femmine non sterilizzate, qualcuno collega l’impastamento alla disponibilità all’accoppiamento. È una teoria meno condivisa e non è la spiegazione principale. Di solito entrano in gioco altri segnali più evidenti (vocalizzi, postura, irrequietezza). Quindi sì, possibile, ma non è la prima ipotesi da fare.
Perché alcuni gatti impastano più di altri?
Qui entra in gioco anche la storia personale. I gatti separati troppo presto dalla madre possono mostrare l’impastamento più spesso o in modo più intenso, come se quel gesto fosse rimasto un “rifugio” emotivo. Non è una regola assoluta, ma è una tendenza osservata con una certa frequenza.
Contano anche:
- temperamento (alcuni sono più “tatinari” di natura)
- livello di stress e bisogno di rassicurazione
- abitudini, routine, e attaccamento al proprietario
Cosa fare se gli artigli fanno male (senza rovinare il momento)
Gli esperti concordano su un punto: è un comportamento positivo e non va punito. Interromperlo bruscamente può confondere il gatto, perché per lui quello è un gesto di calma e legame.
Se però ti punge, puoi gestirla così:
- metti tra te e lui una copertina morbida
- offrigli un cuscino “dedicato” dove impastare
- tieni le unghie curate (taglio regolare, senza esagerare)
- se vuoi spostarlo, fallo con lentezza, parlando piano
Il messaggio migliore è: “puoi farlo, ma qui è più comodo”.
Il senso finale, quello che conta davvero
Quando un gatto impasta, sta mettendo insieme istinto, memoria e relazione. È un gesto che nasce nel nido e che, da adulto, diventa un linguaggio di affetto, sicurezza e piccola appartenenza. Un promemoria tenero, quasi domestico, di quanto i gatti siano animali complessi: indipendenti, sì, ma capaci di legami profondi.
E la prossima volta che lo fa, magari con le fusa che vibrano come un motore, puoi pensarlo così: sta facendo pace con il mondo, e per farlo ha scelto proprio te. E, nel mondo felino, è una forma di comunicazione molto più grande di quanto sembri.




