La pensione media in Italia è più bassa di quanto molti pensano: i dati reali

Al bar, appena si finisce a parlare di pensioni, salta fuori quasi sempre la solita cifra: “la media è sui 1.800 euro”. Peccato che quel numero, preso da solo, racconti solo un pezzo della storia.

Perché la media può ingannare

I dati sulle pensioni cambiano a seconda di chi si guarda. Se si prende la media generale di tutti i pensionati, è di circa 1.861 euro lordi al mese. Se si restringe lo sguardo ai nuovi pensionati, cioè a chi entra adesso nel sistema, la media è attorno a 1.215-1.230 euro lordi mensili tra 2024 e 2025.

Questa differenza non è una sfumatura da addetti ai lavori.

Nel frattempo sono cambiate le regole, sono cambiate le carriere lavorative.

Il numero che racconta meglio di tanti altri

Più del 53,5% delle pensioni oggi in pagamento è sotto i 750 euro al mese.

La media viene aumentata dagli assegni più alti, spesso collegati a pensioni maturate anni fa con criteri di calcolo più generosi, come il sistema retributivo, cioè quel metodo che guardava soprattutto agli ultimi stipendi percepiti.

Quando però si guarda a come sono davvero distribuiti gli importi, il quadro che viene fuori è molto più spezzettato.

Le differenze tra un tipo di pensione e l’altro

Gli importi variano a seconda del tipo di prestazione di cui si parla.

  • Pensioni di anzianità: 2.133 euro
  • Pensioni di vecchiaia: 1.021 euro
  • Pensioni di invalidità: 1.151 euro
  • Trattamenti di reversibilità: 855 euro

Nel primo semestre 2025, le nuove pensioni di vecchiaia sono state pari a circa 1.136 euro lordi.

Attenzione a lordo e netto

Un altro punto è la differenza tra importo lordo e importo netto. Le cifre che compaiono nelle statistiche ufficiali, ad esempio quelle elaborate da INPS, nella maggior parte dei casi sono lorde. Da lì vanno tolte le tasse e le varie trattenute.

Nella realtà di tutti i giorni, però, quello che alla fine entra davvero sul conto può essere parecchio più basso.

Come leggere davvero i numeri

Per capire se un numero dice qualcosa di affidabile, può tornare utile fare tre controlli:

  1. capire se si fa riferimento a tutte le pensioni oppure soltanto alle nuove pensioni
  2. farsi dire se l’importo è lordo o netto
  3. tenere distinta la tipologia di trattamento, perché vecchiaia, anzianità e reversibilità finiscono per avere medie tra loro anche molto diverse

Quando si parla di importi previdenziali, fermarsi al dato generale non è sufficiente: serve capire da cosa nasce quel numero e quali persone rispecchia davvero.

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