Vecchie polizze vita dimenticate: alcune possono valere più del previsto

Apri un cassetto un po’ a caso, sposti qualche foglio, salta fuori una cartellina ingiallita. Ci leggi sopra il nome di una compagnia assicurativa. Tra carte dimenticate, vecchie successioni o traslochi fatti in fretta, ogni tanto riaffiorano contratti messi via chissà quando, che oggi hanno ancora un valore. Alcune vecchie polizze vita hanno continuato a crescere nel tempo, spinte dalle rivalutazioni e da tassi garantiti fissati allora, soprattutto nei contratti firmati molti anni fa.

Cosa si intende davvero per “polizza dormiente”

Quando si parla di polizza dormiente, ci si riferisce a un contratto di assicurazione che non è stato incassato da chi ne aveva diritto. Di solito capita in due situazioni:

  • polizza caso morte, quando i beneficiari nemmeno immaginano di essere stati indicati
  • polizza di risparmio o investimento scaduta, finita nel dimenticatoio persino per il titolare

Nella realtà succede per ragioni: documenti che spariscono, familiari mai avvisati, cambio di casa, lettere che non arrivano, oppure confusione su chi deve occuparsi dell’eredità.

Perché certe possono valere più di quanto immagini

Non tutte le polizze finite nel dimenticatoio nascondono grandi somme, ma in alcune vecchie emissioni c’erano condizioni economiche, per esempio tassi minimi garantiti oppure sistemi di rivalutazione legati a gestioni separate.

In pratica il capitale iniziale, con il passare degli anni, può essersi ingrossato. Il valore finale però dipende dal tipo di contratto, da quanto è durato, dai costi che sono stati applicati e dalle regole fissate dalla compagnia.

I numeri di quello che sta succedendo:

DatoValore indicativo
Stima complessiva delle polizze dormienti in Italiapiù di 1 miliardo di euro
Polizze “risvegliate” segnalate da IVASScirca 82.000
Somma collegata a queste posizioniintorno a 1,2 miliardi di euro
Verifiche emerse dal progetto IVASS con Agenzia delle Entrate187.493 polizze, per circa 3,5 miliardi

Il momento che cambia tutto: i 10 anni

Il diritto alla riscossione si estingue per prescrizione dopo 10 anni:

  • dalla data del decesso dell’assicurato, per le polizze caso morte
  • dalla scadenza del contratto, quando si tratta di polizze di risparmio

Passato questo limite, le somme non restano a disposizione del beneficiario per sempre, ma vengono spostate al Fondo Rapporti Dormienti gestito da CONSAP.

Come capire se qualcuno ha fatto una polizza a tuo favore

Di solito le strade più utili sono queste:

  1. Servizio ANIA, con cui si può richiedere una ricerca gratuita delle polizze vita
  2. IVASS, che mette a disposizione indicazioni e moduli utili per capire da dove cominciare la verifica
  3. compagnia assicurativa, banca o intermediario presso cui il contratto potrebbe essere stato firmato a suo tempo
  4. Poste Vita, se tra le carte compaiono accenni o riferimenti al gruppo Poste

In genere servono i dati anagrafici della persona assicurata, l’eventuale certificato di morte, i documenti di chi potrebbe essere beneficiario.

E se la polizza è già prescritta?

In qualche situazione ci sono stati rimborsi parziali tramite avvisi pubblici gestiti dal MIMIT, legati a determinate finestre temporali di prescrizione. Su alcune polizze prescritte dopo il 1 gennaio 2006 ed entro il 19 ottobre 2012 si poteva recuperare fino al 50%, ma questi avvisi hanno scadenze ben definite e non restano disponibili in modo continuo.

controllare subito

Tenere un po’ in ordine i documenti assicurativi, avvisare i familiari e dare un’occhiata entro i termini. A volte basta una cartellina saltata fuori da un cassetto per accorgersi che quel contratto lasciato lì non era solo un foglio vecchio, ma un diritto che può ancora essere fatto valere.

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