Bonus riscaldamento: come ottenere fino a 300 euro di sconto e a chi spetta

Apri la bolletta del gas, guardi la cifra finale e pensi subito a quanti mesi freddi mancano ancora. È proprio in questa situazione che il bonus riscaldamento 2026 può fare la differenza, perché per alcune famiglie lo sconto complessivo può arrivare fino a 300 euro, sommando il bonus sociale e contributi aggiuntivi.

Chi può ottenerlo davvero

La platea principale è quella dei nuclei con reddito basso che scaldano casa con gas, elettricità o biomassa. Il requisito chiave è avere un ISEE 2026 valido e un’utenza domestica collegata all’abitazione di residenza.

Le soglie più citate sono queste:

  • fino a 9.796 euro, oppure 9.530 euro secondo alcuni aggiornamenti operativi, per i nuclei ordinari
  • fino a 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico
  • fino a 25.000 euro per alcuni contributi aggiuntivi, se si rispettano anche limiti di consumo

Per il bonus per disagio fisico, invece, non si applica un limite ISEE.

Quanto si può risparmiare

L’importo non è uguale per tutti. Cambia in base a zona climatica, numero dei componenti e uso del gas. Nelle aree più calde il bonus è più contenuto, mentre nelle zone fredde sale.

Qualche riferimento utile:

  • 39 euro nelle zone A o B per nuclei fino a 4 persone, uso cucina e acqua calda
  • fino a 106 euro nelle zone A o B con riscaldamento e più di 4 componenti
  • fino a 126 euro in zona C
  • fino a 156 euro nelle zone D, E, F con riscaldamento e famiglie numerose

A questo può aggiungersi un contributo extra di 115 euro per chi già riceve il bonus sociale. In alcuni casi, con altri aiuti e condizioni di consumo, il totale può superare i 300 euro, ma la cifra effettiva varia sempre in base al profilo familiare e ai consumi reali.

Come si attiva

Per il bonus sociale, nella pratica molti utenti non presentano una domanda separata: basta fare la DSU e ottenere un ISEE aggiornato. Poi INPS, ARERA e Sistema Informativo Integrato incrociano i dati, e lo sconto arriva in bolletta di solito entro 2 o 3 mesi.

Per misure specifiche o integrative, può essere richiesto un modulo con:

  • documento di identità
  • prova di residenza
  • dati dell’utenza
  • documentazione economica
  • eventuali spese di riscaldamento

Il controllo che conviene fare subito

Chi segue queste agevolazioni lo sa bene: l’errore più comune è avere l’ISEE scaduto oppure l’utenza non intestata alla persona giusta. Prima di aspettare lo sconto, conviene controllare residenza, intestazione della bolletta e fascia ISEE. Bastano pochi minuti, e possono trasformare una bolletta pesante in un aiuto concreto proprio quando serve di più.

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