Apri un cassetto, trovi un libretto postale intestato a un familiare scomparso e subito arriva la domanda più concreta, come si incassano quelle somme senza perdere tempo? La risposta passa da una procedura precisa: Poste Italiane rimborsa gli eredi dopo aver verificato la successione, l’identità dei beneficiari e la documentazione fiscale richiesta.
I documenti da preparare
Prima di andare allo sportello, conviene raccogliere tutto in una sola cartellina. Nella pratica, è il modo più semplice per evitare richieste di integrazione e un secondo appuntamento.
Servono in genere:
- certificato di morte del titolare
- dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso, oppure prova dell’eventuale esonero
- atto di notorietà o documenti che attestino chi sono gli eredi, legittimi o testamentari
- documenti di identità validi di tutti gli eredi
- copia del libretto, utile per verificare numero, saldo e intestazione
Come funziona il rimborso, passo dopo passo
1. Sistemare prima la parte fiscale
La dichiarazione di successione è l’adempimento con cui si comunicano all’Agenzia delle Entrate i beni del defunto. Per i libretti postali è spesso il passaggio che sblocca tutto, salvo i casi di esonero previsti.
2. Andare all’ufficio postale con i documenti
Di regola ci si presenta presso l’ufficio dove il libretto è stato aperto. L’operatore controlla la documentazione e consegna il modulo di richiesta di rimborso.
3. Compilare il modulo con attenzione
Vanno indicati i dati del libretto, gli eredi, le quote ereditarie e la modalità di pagamento scelta, per esempio bonifico o assegno. Se manca un dettaglio, la pratica può fermarsi.
4. Attendere la verifica interna
Poste effettua i controlli e, se tutto è corretto, procede alla liquidazione secondo quanto richiesto. I tempi possono variare in base alla completezza dei documenti e alla complessità della pratica.
Il caso dei libretti cointestati
Se il libretto è cointestato con firma disgiunta e aperto dopo il 2002, il cointestatario superstite può avere diritto almeno al 50% del saldo, anche in presenza di contestazioni degli eredi, salvo un diverso provvedimento del giudice. Su questo punto esistono orientamenti consolidati della Cassazione.
Due controlli utili prima di muoversi
- Verificate che il libretto non sia rimasto inattivo per molti anni, perché dopo 10 anni senza operazioni possono scattare le regole sui rapporti dormienti.
- Se esistono anche buoni fruttiferi postali, chiedete una verifica separata, perché seguono regole simili ma con particolarità proprie.
La strada più rapida è semplice: documenti completi, quote chiare, dati coerenti. Quando gli eredi arrivano allo sportello già organizzati, il rimborso del libretto diventa una pratica gestibile, non un percorso a ostacoli.




