Allerta bonus bici elettriche: ecco chi può richiederlo e come ottenere il voucher

C’è un momento, quando inizi a guardare le bici elettriche, in cui ti sembra tutto semplice, la scegli, la compri e via. Poi scopri che esistono incentivi locali, scadenze precise, documenti da caricare e perfino chilometri da “dimostrare”. E qui la cosa diventa interessante, perché a Firenze nel 2026 il bonus non è un’idea vaga, ma un percorso ben definito, con regole chiare e una ricompensa concreta.

Di che incentivo si tratta (e perché conviene davvero)

Il bonus bici elettriche del Comune di Firenze è attivo fino al 31 marzo 2026 e sostiene l’acquisto di una e-bike a pedalata assistita con un contributo fino a 500 euro, pari all’80% del costo. Se invece punti a una cargo bike elettrica, il massimale può arrivare fino a 1.000 euro.

La particolarità, quella che molti scoprono solo leggendo bene, è che il contributo arriva in due tranche:

  1. Prima tranche (50%) dopo l’approvazione della domanda.
  2. Seconda tranche (50%) dopo aver percorso 400 km in 6 mesi, certificati tramite l’app IF, Infomobilità Firenze.

In pratica, non basta acquistare, bisogna anche usare la bici con una certa continuità. Ed è proprio questo che rende l’incentivo più “serio” e orientato alla mobilità quotidiana.

Chi può richiederlo: requisiti da spuntare uno a uno

Qui conviene essere meticolosi, perché un requisito saltato può trasformarsi in un rigetto.

Può presentare domanda chi è:

  • Maggiorenne.
  • Residente o domiciliato a Firenze.
  • In alternativa, residente in comuni limitrofi ma studente o lavoratore a Firenze, quindi con un legame verificabile con la città.
  • Proprietario del mezzo acquistato, con documentazione intestata correttamente.

E la bici deve essere esattamente del tipo previsto: una pedelec conforme all’art. 50 del Codice della Strada, quindi con:

  • Motore massimo 250W
  • Assistenza fino a 25 km/h

Quanto puoi ottenere: importi e percentuali in chiaro

Per non perdersi tra percentuali e massimali, ecco una sintesi utile.

TipologiaContributo massimoPercentuale massima
E-bike a pedalata assistita500 €80%
Cargo bike elettrica1.000 €80%

Il contributo viene accreditato su conto corrente intestato o cointestato al richiedente, un dettaglio pratico che spesso fa perdere tempo se ci si accorge tardi che l’IBAN non è coerente.

Come ottenere il voucher: la sequenza che funziona

Se dovessi raccontarla come una piccola “scaletta anti-panico”, sarebbe questa:

  1. Acquista una bici conforme e nuova.
  2. Fatti consegnare subito:
  • fattura intestata a te,
  • scheda tecnica (con marca, modello, telaio),
  • dichiarazione di conformità,
  • prova di pagamento tracciabile.
  1. Presenta la domanda online sul portale comunale entro 31 marzo 2026, accedendo con SPID, CIE o CNS.
  2. Dopo l’approvazione ricevi la prima tranche.
  3. Usa la bici e registra i tragitti con l’app IF fino a raggiungere 400 km entro 6 mesi.
  4. Ottenuta la certificazione dei chilometri, arriva la seconda tranche.

Il punto delicato è la coerenza dei tempi: i 6 mesi per i 400 km contano, quindi è bene organizzarsi fin da subito con l’app.

Documenti obbligatori: qui si vince o si perde

Il messaggio è semplice, manca un documento e la domanda rischia di essere respinta. Di solito servono:

  • Documento d’identità e codice fiscale.
  • Fattura o scontrino parlante con dati del veicolo (marca, modello, numero di telaio) e intestazione corretta.
  • Prova di pagamento tracciabile (niente contanti “non dimostrabili”).
  • Prova di residenza o domicilio, secondo il caso.
  • Eventuale ISEE, se previsto dal bando in vigore (vale la pena controllare l’avviso specifico).

Attenzione al “falso mito” del bonus nazionale

Un’ultima cosa, che chiarisce molta confusione: nel 2026 non esiste un bonus bici elettrico nazionale uniforme valido ovunque. Gli incentivi cambiano per Regione o Comune, con finestre che aprono e chiudono, fondi che si esauriscono e requisiti diversi.

Per Firenze, la bussola resta una sola: monitorare il portale comunale e preparare i documenti prima di inviare la domanda. È quel tipo di dettaglio noioso che, alla fine, fa la differenza tra “ci provo” e “incasso davvero il voucher”.

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