Ci sono parole che, appena le senti, ti fanno venire un nodo in gola. “Reversibilità” è una di queste, perché arriva quasi sempre dopo una perdita. Eppure, capire quanto spetta e chi può richiederla può fare davvero la differenza, quando serve rimettere in ordine le cose pratiche, un passo alla volta.
Che cos’è davvero la pensione di reversibilità INPS
La pensione di reversibilità INPS è un assegno destinato ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Se invece la persona deceduta non era ancora pensionata ma assicurata, si parla spesso di pensione indiretta, nella pratica la logica è simile: una parte della prestazione maturata “passa” ai superstiti.
È un meccanismo di tutela previsto dal sistema di previdenza e, nella vita reale, è uno di quei sostegni che possono evitare che una famiglia scivoli improvvisamente in difficoltà.
Chi può richiederla (e in quali casi)
Qui conviene essere molto chiari, perché le situazioni familiari possono essere complesse.
I principali beneficiari sono:
- Coniuge superstite, anche separato, purché non risposato.
- Figli:
- minori,
- studenti (in presenza dei requisiti previsti),
- inabili, se a carico.
- Se mancano coniuge e figli, possono subentrare:
- genitori,
- fratelli o sorelle, ma solo con requisiti specifici (tra cui condizioni personali e, soprattutto, anzianità contributiva del defunto, ad esempio 15 anni, oppure 5 anni con almeno 3 negli ultimi 5).
Un dettaglio importante che spesso rassicura: non si applicano tagli per reddito quando nel nucleo ci sono figli minori, studenti o inabili. In pratica, la tutela è più forte proprio quando ci sono persone più fragili o ancora in formazione.
Quanto spetta nel 2026: percentuali e casi tipici
La quota della pensione che spetta ai superstiti non è “fissa”, cambia in base a chi resta.
Le quote base più ricorrenti sono:
- 60%: coniuge solo
- 80%: coniuge + un figlio
- 100%: coniuge + due o più figli
Per rendere l’idea, immagina una pensione del defunto pari a 768,30 euro:
- con coniuge solo: circa 460,98 euro (60%)
- con un figlio: la quota complessiva sale all’80%, e una parte viene attribuita anche al figlio (ad esempio circa 153,66 euro al figlio, secondo ripartizioni tipiche)
Poi c’è un altro punto che molti cercano subito: il trattamento minimo. Per il 2026 si parla di un valore intorno a 611 euro mensili (circa 7.953 euro annui), con lievi differenze tra stime e fonti, perché gli adeguamenti possono cambiare di poco.
Rivalutazione 2026: cosa significa in parole semplici
Nel 2026 è prevista una rivalutazione indicativa:
- +1,4% fino a 4 volte il minimo
- 90% della rivalutazione tra 4 e 5 volte il minimo
- 75% oltre 5 volte il minimo
- inoltre, una rivalutazione straordinaria (indicata come +1,3%) per assegni sotto il minimo
In pratica, più l’assegno è alto, più la rivalutazione viene “attenuata”.
Limiti di reddito e riduzioni: quando scatta il taglio
Se nel nucleo non rientrano figli minori, studenti o inabili, la reversibilità può subire riduzioni in base al reddito personale del beneficiario.
Le soglie indicate sono:
| Fascia reddito annuo | Riduzione |
|---|---|
| Fino a 23.862,15€ | 0% |
| 23.862,16€ – 31.816,20€ | 25% |
| 31.816,21€ – 39.769/39.770,25€ | 40% |
| Oltre 39.769/39.770,25€ | 50% |
Esempio molto concreto: con un reddito personale di 28.000 euro annui, la riduzione tipica è del 25%.
Da ricordare anche un principio di tutela: la decurtazione non può superare l’entità dei redditi aggiuntivi, come chiarito da orientamenti giurisprudenziali (si cita spesso la Corte Costituzionale 162/2022).
Quali redditi contano per l’INPS (e quali no)
Di solito l’INPS considera:
- redditi da lavoro dipendente o autonomo
- altre pensioni dirette
- redditi soggetti a IRPEF
Di solito non rientrano:
- TFR
- casa di abitazione
- arretrati a tassazione separata
Come presentare domanda senza perdersi
La richiesta si fa:
- online sul portale INPS (con SPID, CIE o CNS), oppure
- tramite patronato, spesso la strada più semplice se ci sono più eredi o documenti da ricostruire.
Il consiglio più utile, anche se sembra banale, è questo: verifica sempre le soglie aggiornate sul sito INPS e fai simulare il tuo caso, perché importi e limiti vengono ritoccati ogni anno. Qui non si tratta solo di numeri, si tratta di ripartire con più certezze.




