A volte basta un pezzetto di carta grande quanto un’unghia per far alzare le sopracciglia anche ai collezionisti più navigati. È quello che succede con il 1,25 lire Michetti, un francobollo del Regno d’Italia che, senza essere “introvabile” in senso assoluto, riesce ancora oggi a sorprendere il mercato quando si presenta nella versione giusta, nel modo giusto, con la storia giusta addosso.
Perché questo 1,25 lire continua a farsi notare
Parliamo di un’emissione degli anni Venti, in area 1926-1927, legata alla serie che richiama l’universo artistico di Francesco Paolo Michetti e, in alcune letture collezionistiche, a soggetti come S. Francesco. È un periodo che, anche solo guardando la posta viaggiata, racconta un’Italia in trasformazione, tra modernità e rituali quotidiani ancora lenti. Ed è proprio questo che rende certi esemplari così appetibili: non sono soltanto “vecchi”, sono frammenti d’epoca.
Dal punto di vista tecnico, il fascino aumenta quando entrano in gioco dettagli come la stampa calcografica, le dentellature specifiche (spesso si cita la 13½) e le combinazioni con altri valori o serie, per esempio affrancature miste con emissioni del periodo.
La vera differenza la fanno conservazione e varietà
Qui arriva il punto che spiega la “sorpresa”: due esemplari uguali sulla carta possono valere cifre lontanissime nella realtà.
Ecco cosa tende a spostare davvero l’ago della bilancia:
- Centratura: un margine ben equilibrato è uno di quei dettagli che, appena lo vedi, capisci perché costa di più.
- Freschezza e gomma (per i non usati): integra, non disturbata, senza pieghe o assottigliamenti.
- Annulli (per gli usati): nitidi, non invasivi, possibilmente ben posizionati.
- Varietà e dentellature: alcune combinazioni e varianti sono più ricercate, soprattutto se riconosciute da esperti.
- Certificati e firme: un parere autorevole riduce l’incertezza e, nel mercato, l’incertezza è ciò che “mangia” il valore.
In questo ambito si incontrano certificazioni e firme note in Italia, come Bolaffi, Diena o Sorani, utili soprattutto quando si parla di esemplari di fascia alta o di varietà.
Quotazioni: perché oscillano così tanto
Il punto non è dire “vale X”, perché spesso non è vero. Il punto è capire il range. Un 1,25 lire Michetti comune, in condizioni normali, può avere un valore contenuto. Ma quando entra nella categoria premium (centratura, qualità, certificazione, varietà), allora il salto è reale e visibile in asta.
Per darti un’idea concreta, ecco esempi riportati in vendite specializzate e lotti comparabili:
| Lotto | Descrizione | Base d’asta | Aggiudicazione |
|---|---|---|---|
| Asta Bolaffi | S. Francesco 1,25 L dent. 13½, cert. Bolaffi, firma Diena (Sass. 196) | €250 | €375 |
| Asta Bolaffi | S. Francesco 1,25 dent. 13½, firma Sorani (Sass. 196) | €200 | €200 |
| Auction Gallery | 1,25 lire Volta + 30 cent Michetti, raccomandata Perugia 1927 | €12 | Asta in corso |
| Varietà Michetti | Insiemi di varietà 1924-1926 con certificati | €100-€350 | €100-€425 |
La “sorpresa”, quindi, non è che ogni esemplare valga centinaia di euro. È che, quando si allineano i fattori giusti, un francobollo che molti ricordano come “abbordabile” può diventare improvvisamente competitivo.
Come capire se hai tra le mani un pezzo da mercato alto
Se dovessi darti una mini check-list pratica, da collezionista a collezionista, sarebbe questa:
- Identifica con precisione il tipo (dentellatura, eventuali varietà, riferimento di catalogo come Sassone).
- Osserva a luce radente (pieghe, assottigliamenti, abrasioni).
- Valuta centratura e freschezza senza farti “ipnotizzare” solo dall’età.
- Se il pezzo sembra superiore alla media, considera un certificato: spesso è ciò che sblocca l’interesse in asta.
- Conserva bene: taschine idonee, niente umidità, niente luce diretta, perché la qualità, col tempo, si paga.
Il motivo per cui oggi “fa rumore”
Nel mondo della filatelia contano le storie verificabili. Il 1,25 lire Michetti “che sorprende” è quello che porta con sé una combinazione rara di qualità, riconoscibilità e domanda stabile. Non è una magia, è un equilibrio delicato tra tecnica e desiderio. E quando quell’equilibrio si presenta, il mercato, puntuale, se ne accorge.




