C’è un momento, quando si parla di soldi in sanità, in cui le cifre diventano quasi “magiche”: sembrano enormi, poi scopri che non raccontano tutta la storia. Con il medico di base succede spesso così, perché il suo guadagno non è uno stipendio classico, ma un equilibrio tra pazienti, indennità e costi quotidiani.
Da dove arrivano davvero i compensi
Il punto chiave è questo: il medico di famiglia lavora in convenzione con il SSN. Quindi il grosso del reddito nasce dalle quote capititarie, cioè una cifra annua per ogni assistito in carico.
In media, oggi si parla di uno stipendio medio lordo annuo intorno a 88.750 €, che può tradursi, in condizioni “standard”, in circa 3.000-4.000 € netti al mese una volta considerati costi di studio e gestione. Alcune stime indicano anche circa 3.970 € netti/mese, ma la realtà è che il netto è molto sensibile alle spese (affitto, segreteria, software, assicurazione, sostituzioni).
La leva che cambia tutto: quanti assistiti hai
Se dovessi indicare un solo fattore che sposta l’ago della bilancia, direi il numero di assistiti. Il meccanismo tipico è:
- circa 70 € lordi annui per i primi 500 pazienti
- poi circa 35-40 € lordi annui per i pazienti successivi
- a cui si sommano indennità di anzianità, bonus, rimborsi e quote legate a incarichi specifici
Il massimale ordinario è 1.500 assistiti, ma in diverse aree, quando manca personale, si può arrivare a deroghe fino a 1.800.
E qui si capisce perché le cifre “da bar” confondono: due medici con lo stesso titolo possono trovarsi su pianeti economici diversi.
Le fasce reali (e perché sorprendono)
Le principali fasce di reddito, in termini lordi annui, sono più ampie di quanto si immagini:
- Inizio carriera o liste piccole (circa 500 assistiti): 35.000-45.000 € lordi/anno
- Profilo medio (medico esperto con buona lista): intorno a 88.750 € lordi/anno
- Massimalista (1.500 assistiti, con indennità e bonus): 130.000-160.000 € lordi/anno
- Casi particolari possono superare anche 192.900 € lordi/anno (di solito per combinazioni di incarichi, anzianità, contesti organizzativi)
Esiste anche un “pavimento” che sorprende: si trovano situazioni da 64.400 € lordi annui per chi fa molte sostituzioni o ha configurazioni meno stabili, numeri che sembrano alti finché non li immagini spalmati tra tasse, contributi e spese professionali.
Tabella: quanto vale una lista pazienti (stima 2026)
| Numero assistiti | Profilo | Fatturato lordo annuo | Mensile lordo stimato |
|---|---|---|---|
| 500 | Inizio carriera, rurali | 35.000-45.000 € | ~3.500 € |
| 1.000 | Esperienza media | 75.000-95.000 € | ~7.500 € |
| 1.500 | Massimalista | 130.000-160.000 € | ~12.000 €+ |
2026: bonus e aumenti, cosa cambia sul serio
Dal 2026 entrano in gioco incrementi collegati alle indennità di specificità medica, con un aumento medio stimato di circa 3.052 € lordi annui, più circa 745 € aggiuntivi. In parallelo, sono stati annunciati stanziamenti dedicati anche al “contratto” dei medici di famiglia, che potrebbero riflettersi su alcune voci accessorie.
Tradotto in pratica: non è la rivoluzione che ribalta le fasce, ma è un ritocco che, soprattutto per chi è vicino al massimale o ha incarichi organizzativi, può farsi sentire.
Lordo non è “in tasca”: il vero netto
La domanda che mi fanno più spesso è: “Ok, ma quanto resta?”. Una regola prudente è ragionare così:
- Parti dal lordo (quote + indennità)
- Togli contributi e tasse
- Sottrai i costi di studio (spesso la voce che sorprende di più)
Ecco perché un lordo importante può diventare un netto mensile intorno ai 3.000-4.000 euro per molti profili, mentre chi ha uno studio molto efficiente, magari in associazione, può ottimizzare e trattenere di più.
Confronto rapido con l’ospedale
Per orientarsi, aiuta un paragone: un medico ospedaliero neoassunto può stare intorno ai 60.000 € lordi annui (circa 2.700-3.100 € netti/mese), mentre ruoli apicali arrivano fino a circa 110.000 € lordi (con netti più alti). Il medico di famiglia, quindi, può guadagnare di più, ma si porta anche sulle spalle più rischio organizzativo e spese operative.
Alla fine, la risposta è chiara: il guadagno “vero” del medico di base non è una cifra unica, è una forchetta ampia che dipende soprattutto dalla lista assistiti, e il passaggio dal lordo al netto è la parte che, quasi sempre, sorprende davvero.




