Pensione contributiva di vecchiaia: ecco quanto si prende con 15 anni di versamenti

C’è un momento, guardando l’estratto conto contributivo, in cui ti chiedi: “Ma con 15 anni di contributi… ci arrivo davvero alla pensione di vecchiaia?”. È una domanda più comune di quanto sembri, perché la regola “classica” che molti hanno in testa, 67 anni di età e 20 anni di versamenti, non è l’unica strada. Esistono eccezioni precise, e sono quelle che spesso cambiano tutto.

La regola generale e perché con 15 anni non basta (quasi mai)

Nel quadro ordinario, la pensione di vecchiaia richiede:

  • Età: 67 anni (salvo adeguamenti futuri)
  • Contributi: almeno 20 anni

Quindi sì, con 15 anni “puri” e senza altre condizioni, normalmente non si rientra. Ma qui entra in gioco un meccanismo particolare, noto come deroghe Amato, che in alcuni casi consente l’accesso anche con 15 anni.

E la cosa interessante è questa: non sono scorciatoie generiche, sono porte con chiavi molto specifiche.

Le tre deroghe Amato: quando i 15 anni possono bastare

Le deroghe Amato sono tre, e ognuna ha requisiti diversi. Se anche solo una ti riguarda, la prospettiva cambia.

1) Prima deroga: 15 anni entro dicembre 1992

Puoi accedere alla pensione di vecchiaia con minimo 15 anni di contribuzione se tutti i 15 anni risultano accreditati entro dicembre 1992.

Qui il punto forte è che possono rientrare diverse tipologie di contributi, ad esempio:

  • contributi figurativi
  • contributi da riscatto
  • contributi ricongiunti verso gestioni INPS
  • periodi di lavoro all’estero (se riconosciuti)

È una deroga che “premia” carriere lontane nel tempo, con contributi concentrati prima degli anni Novanta.

2) Seconda deroga: autorizzazione ai volontari entro il 31/12/1992

Questa è una di quelle regole che sorprendono. Permette la pensione con 15 anni se entro il 31 dicembre 1992 hai ottenuto l’autorizzazione INPS ai contributi volontari, anche se poi, nella pratica, non hai versato nemmeno un contributo volontario.

Attenzione però a una limitazione importante: questa deroga non si applica ai dipendenti pubblici iscritti alle gestioni esclusive INPS.

3) Terza deroga: 15 anni da lavoro subordinato nel FPLD

La terza deroga consente l’accesso con 15 anni se tali contributi derivano da lavoro subordinato e risultano accreditati presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti (FPLD).

In parole semplici, conta molto la “natura” del lavoro: qui il requisito chiave è che quei 15 anni siano effettivamente da subordinato nel fondo giusto.

Quanto si prende: come si stima l’importo nel contributivo puro

Quando si parla di importo, il punto di partenza è capire il metodo di calcolo. Nel sistema contributivo puro, cioè con primo contributo dal 1° gennaio 1996, l’assegno nasce da una formula lineare:

  1. si accumula un montante contributivo (i contributi versati nel tempo, rivalutati)
  2. si applica un coefficiente di trasformazione, legato all’età al pensionamento

Se vuoi un’immagine semplice, pensa al montante come a un “serbatoio” e al coefficiente come a un rubinetto che, in base all’età, lascia uscire più o meno acqua ogni anno.

Un esempio concreto spesso citato è questo:

DatoValore
Montante contributivo264.000 €
Coefficiente5,575%
Pensione annua lorda stimata14.718 €
Pensione mensile lorda stimatacirca 1.227 €

Naturalmente è una simulazione: il tuo importo reale dipende dal tuo montante e dal coefficiente dell’anno e dell’età in cui andrai in pensione, che cambia nel tempo (qui entra in gioco il tema dei coefficienti e dell’aspettativa di vita, cioè la base attuariale della pensione).

Cosa fare adesso, senza perdere tempo

Se sei vicino ai 15 anni di contributi, la mossa più intelligente è verificare subito se rientri in una deroga, perché sono casistiche e vanno lette “sulla tua storia”.

Ecco una mini checklist pratica:

  • controlla quando sono stati accreditati i contributi (soprattutto prima o dopo il 1992)
  • verifica se esiste un’eventuale autorizzazione ai volontari entro il 31/12/1992
  • controlla la gestione: FPLD, altre gestioni INPS, lavoro estero, ricongiunzioni

La risposta alla domanda iniziale, quindi, è chiara: con 15 anni di versamenti la pensione di vecchiaia è possibile, ma solo se rientri in una delle deroghe Amato. E sull’importo, nel contributivo puro, tutto ruota attorno a montante e coefficiente, due numeri che vale la pena farsi calcolare con precisione.

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