Hai vinto al Superenalotto? Ecco quanti soldi vanno davvero al notaio e perché è necessario

Ti immagini la scena: controlli la schedina quasi per gioco, poi ti si blocca il respiro. Hai davvero centrato il colpo grosso. E subito, insieme all’euforia, arriva la domanda più concreta di tutte, “adesso chi mi prende quanti soldi?”. Tra le voci che girano, quella del notaio è la più misteriosa, e spesso la più fraintesa.

La verità scomoda: il notaio non “si prende” una percentuale della vincita

Partiamo dal punto che chiarisce quasi tutto: non esiste una commissione notarile obbligatoria legata alla riscossione di una vincita al SuperEnalotto, e soprattutto non esiste una percentuale fissa che “va al notaio” solo perché hai vinto.

Quello che è certo, invece, è la tassazione: in Italia sulle vincite superiori a 500 euro si applica una ritenuta del 20% sulla parte eccedente (non sull’intero importo). Questa è la trattenuta automatica e inevitabile. Il “costo notaio”, se c’è, nasce solo se decidi di usare un notaio per specifiche esigenze.

Allora perché si parla di notaio quando qualcuno vince?

Perché, quando entrano in gioco cifre importanti, entrano in gioco anche tre parole che pesano: privacy, sicurezza, scelte patrimoniali. E qui il notaio diventa, più che un costo, uno strumento.

In pratica, il notaio può diventare “necessario” in senso realistico, non perché lo impone il gioco, ma perché lo impongono le circostanze più comuni dopo una maxi vincita:

  • vuoi mettere al sicuro il titolo di gioco, oppure certificare una situazione (per esempio una schedina condivisa)
  • vuoi delegare qualcuno a fare operazioni delicate con una procura
  • vuoi impostare una pianificazione patrimoniale seria, per proteggere famiglia e beni
  • vuoi acquistare immobili o fare atti che, per legge, passano dal notaio

E in tutto questo c’entra anche l’antiriciclaggio: quando si muovono importi elevati, è normale che banche e operatori pretendano verifiche, tracciabilità e documentazione. Non è “sospetto”, è procedura.

Quanto costa davvero un notaio, nei casi tipici post-vincita

Il punto chiave è che il costo dipende dall’atto notarile che ti serve. Per rendere l’idea concreta, ecco una panoramica di scenari frequenti e ordini di grandezza, che possono variare per complessità e città.

Situazione comune dopo la vincitaPerché serveOrdine di costo tipico
Autentica firma, copie, depositi/documentazioneDare data certa, formalizzare dichiarazioni200–600 €
Procura (speciale o generale)Delegare un familiare o un professionista300–1.200 €
Accordi tra più vincitori (scritture, ripartizioni, patti)Evitare litigi, chiarire quote e tempi600–3.000 €
Costituzione di società, holding familiare, operazioni strutturateGestire investimenti e beni in modo ordinato1.500–6.000 € (a salire)
Strumenti di protezione patrimoniale più complessiTutelare eredi, regole di gestione3.000–15.000 € (variabile)

Tradotto: se scegli un intervento “leggero”, spendi qualche centinaio di euro. Se invece vuoi costruire una struttura patrimoniale completa, la cifra sale, ma non perché “hai vinto”, bensì perché stai facendo atti complessi.

Quando è davvero una buona idea coinvolgerlo

Ci sono momenti in cui il notaio non è un vezzo, ma una scelta di buon senso:

  1. Vincita in gruppo: la chiarezza oggi evita guerre domani. Mettere per iscritto quote, modalità di incasso e tempistiche è spesso la differenza tra amicizia e causa civile.
  2. Delega a terzi: se non vuoi esporti, o non puoi muoverti, una procura fatta bene ti protegge.
  3. Acquisti e donazioni: immobili, passaggi di proprietà, donazioni importanti, qui il notaio è parte della legge, non dell’emozione del jackpot.

Il nodo finale, quanti soldi “vanno al notaio”?

Se ti limiti a riscuotere seguendo le procedure previste e a pagare la ritenuta fiscale, al notaio può andare zero.

Se invece vuoi tutelarti sul serio, soprattutto con cifre importanti, allora il notaio diventa uno dei primi “strumenti di tranquillità” e il costo è quello dell’atto che scegli, in genere da poche centinaia a qualche migliaio di euro, raramente una frazione significativa rispetto a una grande vincita. In altre parole, non è un pedaggio, è una scelta strategica, spesso fatta proprio per non perdere, dopo, ciò che hai appena vinto.

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