Ti è mai capitato di guardare il canone d’affitto e pensare, “ok, ma qui serve un piccolo miracolo”? Ecco, il Bonus Affitto 2026 nasce proprio per rendere quella sensazione un po’ meno pesante, trasformando una parte della spesa in una detrazione IRPEF concreta. La cosa interessante è che non è un’unica misura uguale per tutti, ma un insieme di strade, alcune nazionali, altre legate a bandi locali, che vale la pena conoscere bene.
Cos’è il Bonus Affitto 2026 (in pratica)
Parliamo di una detrazione del 20% sul canone annuo di locazione, con:
- minimo 991,60 euro
- massimo 2.000 euro all’anno
- fruibile per massimo 4 anni consecutivi
Il punto chiave è che, nella maggior parte dei casi, non si “fa domanda” con una piattaforma o un click day: si inserisce la detrazione in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), se si rispettano i requisiti.
Il filo rosso è sempre lo stesso: contratto registrato, casa usata come residenza principale o domicilio (a seconda della misura), e requisiti personali (età, reddito, ISEE, distanza).
Bonus Affitto per giovani under 31: la misura più cercata
È quella pensata per chi lascia casa dei genitori e si prende, finalmente, la propria routine, bollette incluse.
Requisiti principali
Per rientrare nel Bonus Affitto giovani devi rispettare questi paletti:
- Età tra 20 e 31 anni non compiuti (fino a 30 anni e 364 giorni).
- Reddito complessivo annuo ≤ 15.493,71 euro (se il contratto è cointestato, si guarda il reddito del singolo).
- Contratto di locazione registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
- Immobile adibito a residenza principale, diversa da quella dei genitori (vale anche l’affitto di una stanza).
Esclusioni da non sottovalutare
Non sono agevolabili:
- immobili di lusso (categorie A/1, A/8, A/9)
- alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP)
- locazioni turistiche
Come si richiede
Qui arriva la parte che spesso sorprende: non c’è una domanda separata. La detrazione si inserisce in dichiarazione dei redditi e si conserva la documentazione (contratto, ricevute, dati di registrazione), nel caso di controlli.
Studenti universitari fuori sede: quando l’affitto diventa “spesa di studio”
Se sei iscritto a un’università, o a istituti riconosciuti come conservatori e istituti coreutici, esiste una detrazione dedicata.
Requisiti principali
- ISEE ≤ 20.000 euro
- contratto di affitto registrato
- domicilio dichiarato nell’alloggio
- università in provincia diversa rispetto alla residenza
- non fuori corso da oltre 1 anno
- requisiti di merito (crediti): 10 CFU per il 2° anno, 25 CFU per gli anni successivi (entro il 10 agosto)
Importo e richiesta
L’importo segue la logica del bonus: 20% del canone, con soglie minime e massime analoghe (991,60 euro, fino a 2.000 euro). Anche qui, di norma, tutto passa dalla dichiarazione dei redditi.
Altre strade utili (meno note, ma spesso decisive)
A volte il vero “bonus” è quello che non conosce quasi nessuno.
Lavoratori mobili: quando ti sposti per lavoro
Per chi si trasferisce per lavoro a almeno 100 km dalla precedente residenza, esistono misure collegate che possono passare anche tramite datore di lavoro, ad esempio come fringe benefit, entro specifici limiti. In alcuni casi conta il reddito da lavoro dipendente 2024, con soglia indicativa fino a 35.000 euro.
Fondo Morosità Incolpevole (FIMI): il paracadute nei momenti duri
Se la morosità dipende da una causa di forza maggiore (perdita del lavoro, malattia, eventi che rendono impossibile pagare), il FIMI può prevedere contributi anche rilevanti, orientativamente fino a 8.000-12.000 euro, per sanare debiti o coprire deposito cauzionale. Di solito serve ISEE ≤ 26.000 euro e la gestione è comunale, con bandi e finestre diverse da città a città.
Genitori separati o divorziati
Esistono fondi e misure per la ripartenza abitativa di chi non ha più disponibilità dell’abitazione familiare. Qui però la regola d’oro è una: controllare bandi regionali o comunali, perché cambiano spesso.
Checklist veloce: cosa preparare prima della dichiarazione
Per non arrivare all’ultimo con l’ansia, metti da parte:
- estremi del contratto registrato
- ricevute, bonifici o tracciabilità dei pagamenti
- certificazioni reddito o ISEE (se richiesto)
- prova di residenza o domicilio
- eventuale documentazione universitaria (iscrizione, CFU)
Dove verificare aggiornamenti senza perdersi
Le regole base sono nazionali, ma dettagli e interpretazioni possono variare. Il mio consiglio è di controllare sempre le fonti istituzionali, soprattutto quando entrano in gioco bandi locali: Agenzia delle Entrate, Regioni e Comuni. Se vuoi capire la logica della detrazione e come si incastra con l’IRPEF, partire da lì rende tutto più chiaro.
Alla fine, il “come fare domanda” spesso si traduce in una frase semplice: fai bene i conti, rispetta i requisiti, e dichiaralo nel modo giusto. E quel canone, per una volta, fa un po’ meno paura.




