Capita spesso: senti parlare di “trattamento integrativo”, apri un articolo, poi scopri che in realtà si sta parlando di tutt’altro. E nel 2026 questa confusione è dietro l’angolo, perché molti usano quell’etichetta per indicare un’agevolazione molto concreta, semplice, e soprattutto spendibile in cultura.
Di quale “trattamento” stiamo parlando davvero
Nei contenuti che circolano in vista del 2026, ciò che viene descritto (anche con nomi imprecisi) coincide quasi sempre con il Bonus Cultura 2026, strutturato in due strumenti separati ma cumulabili. Quindi la domanda vera non è “esiste un trattamento integrativo?”, ma “quale carta mi spetta e quanto vale?”.
La risposta, finalmente chiara, è questa: nel 2026 puoi arrivare fino a 1.000 euro, ma solo se rientri nei requisiti di entrambe le carte.
Le due carte da 500 euro, come funzionano
Nel 2026 il bonus si divide in:
| Carta | A chi è destinata | Importo |
|---|---|---|
| Carta della Cultura Giovani | Ragazzi che compiono 18 anni nel 2026 (nati nel 2007) con requisito economico | 500 euro |
| Carta del Merito | Diplomati con 100/100 o 100 e lode (a.s. 2024/2025), senza requisito economico | 500 euro |
Il punto chiave è che i requisiti possono sommarsi. Se sei sia diciottenne nel 2026 sia diplomato con il massimo, allora ottieni 500 + 500 = 1.000 euro.
Chi lo riceve e quanto spetta, senza giri di parole
Ecco i casi più comuni, quelli che contano davvero quando vuoi capire “ci rientro oppure no?”:
- Se compi 18 anni nel 2026 e il tuo ISEE familiare è sotto 35.000 euro, ti spettano 500 euro con la Carta della Cultura Giovani.
- Se ti sei diplomato nel 2024/2025 con 100/100 o 100 e lode, ti spettano 500 euro con la Carta del Merito, anche se l’ISEE è più alto.
- Se soddisfi entrambe le condizioni, ti spettano 1.000 euro complessivi.
Una nota pratica, che spesso si scopre troppo tardi: se non hai l’ISEE aggiornato quando serve, rischi di non riuscire a completare la richiesta della carta legata al requisito economico. In caso di dubbi, conviene muoversi per tempo.
Come si richiede, e perché conviene farlo con calma
La richiesta avviene tramite una piattaforma digitale del Ministero competente, con accesso tramite identità digitale. Dopo l’approvazione, ti ritrovi un “portafoglio” e puoi generare buoni elettronici da usare online o nei negozi aderenti.
Una sequenza semplice, che nella pratica evita errori:
- Verifica di avere i requisiti (età, diploma, soglia economica).
- Accedi alla piattaforma quando aprono le domande.
- Richiedi la carta (o entrambe, se ne hai diritto).
- Genera i buoni solo quando sai cosa acquistare, così non ti confondi con importi e scadenze.
- Conserva le ricevute, soprattutto per acquisti online.
Cosa puoi comprare (e cosa no)
Le spese ammesse sono legate alla cultura, in modo piuttosto concreto. In genere puoi usare il bonus per:
- Libri (cartacei) ed edizioni digitali come ebook e audiolibri
- Biglietti per cinema, teatro, concerti, spettacoli di danza
- Ingressi a musei e luoghi della cultura
- Corsi (musica, lingua, teatro)
L’idea è semplice: non è un buono generico, è un budget dedicato a esperienze e contenuti culturali.
Le scadenze del 2026, quelle che fanno la differenza
Qui si gioca tutto, perché il bonus non è “automatico” e, soprattutto, non è eterno:
- Apertura domande: 31 gennaio 2026
- Termine per richiedere: 30 giugno 2026
- Ultimo giorno per spendere: 31 dicembre 2026 (quello che non usi, si perde)
Se c’è un consiglio che mi sento di dare è questo: segnati almeno due date, la scadenza della richiesta e quella della spesa. È lì che, ogni anno, tanti lasciano soldi sul tavolo.
Dal 2027 cambia tutto: perché il 2026 è un anno “speciale”
Il 2026 è indicato come l’ultimo anno con questa struttura a due carte da 500 euro. Dal 2027 dovrebbe arrivare un nuovo schema (spesso chiamato Carta Valore o simili), con regole differenti. Tradotto: se nel 2026 hai i requisiti, ha senso sfruttare l’occasione, perché la formula attuale, chiara e cumulabile, non è detto che resti identica.




