Hai presente quella sensazione quando trovi un oggetto “strano” in un cassetto, o lo erediti senza sapere bene cosa hai tra le mani? All’inizio sembra solo curiosità. Poi arriva la domanda che brucia: quanto vale davvero? E soprattutto, come si fa a capirlo senza farsi ingannare da prezzi sparati online o da stime “a naso”?
Quello che fanno i periti professionisti, in realtà, è molto meno misterioso di quanto sembri. È un metodo, quasi una checklist, che porta a una conclusione motivata, verificabile e, quando serve, anche giuridicamente solida.
Il punto di partenza: descrivere l’oggetto come se fosse “sotto processo”
Prima di parlare di soldi, un perito mette in chiaro cosa sta valutando. Sembra banale, ma qui si vincono o si perdono migliaia di euro.
Di solito si compila una scheda con:
- misure e peso (fondamentali per gioielli, monete, argenti)
- materiali (metalli, essenze lignee, ceramiche, pietre, tessuti)
- marchi e firme (punzoni, sigle, numeri di serie, timbri)
- tecnica di produzione (fusione, stampa, lavorazione a mano)
- foto nitide da più angolazioni, dettagli inclusi
Questa fase serve anche a evitare equivoci classici, come confondere una ristampa con un originale, o una placcatura con un metallo pieno.
Autenticità: la domanda che viene prima di tutte le altre
Se l’oggetto non è autentico, il valore cambia radicalmente. Qui il perito incrocia indizi: stile, materiali, lavorazioni, segni d’uso coerenti con l’epoca, documenti.
Spesso l’autenticità non è un “sì o no” secco, ma una scala di probabilità basata su elementi controllabili, e su confronto con esempi noti. In certi casi entrano in gioco anche analisi scientifiche (ad esempio su pigmenti o leghe).
E quando l’oggetto è attribuibile a un autore o una manifattura, il tema diventa l’attribuzione: più è solida, più impatta sulla cifra.
Stato di conservazione: il valore vive nei dettagli
Lo so, è frustrante, un graffio può pesare più di quanto immagini. Ma per il mercato è così.
Il perito valuta:
- integrità (parti mancanti, rotture, sostituzioni)
- restauri (se presenti, quanto sono invasivi e documentati)
- usura (naturale e coerente, oppure eccessiva)
- per libri e stampe, macchie, tagli, rifilature
- per orologi e gioielli, funzionalità e interventi
In pratica, due pezzi “uguali” possono valere molto diverso solo per la qualità della conservazione.
Provenienza ed epoca: la storia che alza (o abbassa) la stima
Qui si entra nella parte narrativa, quella che i collezionisti adorano. La provenienza è la catena di passaggi: ricevute, certificati, foto d’epoca, inventari, passaggi in aste.
Un oggetto ben documentato vale di più perché è più facile da vendere, e soprattutto perché è meno contestabile. In parallelo, la corretta datazione inserisce il pezzo nel suo contesto storico, e lo rende comparabile con vendite reali. Per capirci, è la differenza tra “stile antico” e epoca.
Confronto con il mercato: qui nasce la cifra
Questa è la parte più “fredda” e, paradossalmente, la più rassicurante: si cercano oggetti comparabili venduti davvero, non annunci rimasti online per mesi.
Il perito consulta:
- risultati d’asta (prezzi realizzati)
- vendite private note (quando disponibili)
- listini e quotazioni di settore
E definisce il tipo di valore: mercato equo (tra parti informate) oppure valore di sostituzione (tipico assicurativo). È qui che entra in gioco anche la perizia come documento strutturato, non come semplice opinione.
Valutazione o stima: non sono la stessa cosa
Questa distinzione ti salva da malintesi, soprattutto in eredità o assicurazioni.
| Documento | Quanto “pesa” | Quando serve |
|---|---|---|
| Valutazione | indicativa, non vincolante | curiosità, vendita tra privati, prima decisione |
| Stima | motivata e più strutturata | vendite importanti, collezioni, pratiche formali |
| Stima asseverata/giurata | valore legale più forte | tribunali, successioni, assicurazioni |
La perizia scritta: il vero “metodo” dei professionisti
Il risultato finale non è una cifra buttata lì, ma una relazione di poche pagine (spesso 2-7), con descrizione, foto, ragionamento, comparabili e conclusione.
Se vuoi usare lo stesso approccio a casa, prima di chiedere una stima, fai questo mini-check:
- fotografa bene marchi, firme, difetti
- annota misure, peso, materiali presunti
- raccogli qualunque documento di provenienza
- non pulire o restaurare “per farlo più bello”
È un modo semplice per arrivare dal perito con informazioni utili, e ottenere una stima più precisa, più difendibile, e spesso anche più alta.




