Conviene aprire un franchising? Ecco i marchi più redditizi e quelli da evitare

Ti sarà capitato di pensarci davanti a un’insegna famosa: “Se apro qui, conviene davvero? E quali sono i marchi più redditizi, quelli che ti fanno dormire tranquillo, e quelli da evitare?”. La verità è che non esiste una classifica universale valida per tutti, però esiste un modo molto concreto per capire, prima di firmare, se stai entrando in un affare solido o in una gabbia costosa.

Perché il franchising può sembrare la scorciatoia giusta

Quando scegli un franchising, spesso compri soprattutto una cosa: riduzione dell’incertezza. Non parti da zero, non inventi il menu, la comunicazione o la procedura di cassa, ti appoggi a un modello già testato.

I vantaggi più forti, quelli che si sentono subito, di solito sono:

  • Notorietà del marchio: clienti che entrano perché riconoscono il nome, non perché ti conoscono.
  • Formazione e assistenza: manuali, affiancamento, aggiornamenti, supporto operativo e marketing.
  • Processi standardizzati: meno “improvvisazione”, più checklist, e per un neo-imprenditore è oro.
  • Accesso al credito più semplice: alcune banche guardano meglio a format consolidati, a parità di business plan.
  • Economie di scala: forniture spesso a prezzi migliori rispetto a un indipendente.

Questa combinazione spiega perché, mediamente, molti franchising mostrano un tasso di fallimento inferiore rispetto alle attività nate da sole.

Il rovescio della medaglia (quello che si scopre tardi)

Il punto è che la stessa standardizzazione che ti protegge, può anche limitarti. E i costi “di sistema” non spariscono mai, anche quando il mese va male.

Gli svantaggi tipici, quelli che fanno davvero la differenza sui conti, sono:

  • Perdita di autonomia: prezzi, prodotti, fornitori e procedure spesso sono non negoziabili.
  • Costi fissi e ricorrenti: fee d’ingresso, royalty (spesso tra 5% e 10% del fatturato), contributi marketing, software obbligatori.
  • Rischio di conflitti: se il franchisor cambia strategia, tu ti adegui, anche se nel tuo quartiere non funziona.
  • Standardizzazione eccessiva: poca libertà di adattare offerta e comunicazione al contesto locale.

Se ami la libertà totale, il franchising può sembrarti una casa arredata da altri, comoda, ma con i mobili inchiodati al pavimento.

“Marchi più redditizi” e “da evitare”: come riconoscerli senza farsi abbagliare

Non avendo elenchi affidabili e aggiornati che valga la pena citare come verità assolute, la risposta utile è questa: i marchi “migliori” e “peggiori” si riconoscono dai segnali. E sono più misurabili di quanto sembri.

Segnali di un franchising potenzialmente redditizio

  • Unit economics chiari: ti mostrano numeri realistici su scontrino medio, margini, costi del personale, affitto, stagionalità.
  • Break-even dichiarato e credibile: tempi di rientro sensati, non promesse da brochure.
  • Territori protetti: regole chiare su esclusiva territoriale e distanza tra punti vendita.
  • Supporto misurabile: visite, audit, campagne, formazione continua, non solo “ti seguiamo”.
  • Franchisee soddisfatti: quando li chiami, parlano dei problemi, ma anche di come li hanno risolti.

Segnali da evitare (o almeno da approfondire con freddezza)

  • Promesse di guadagni garantiti o fatturati “standard” senza spiegazione.
  • Contratto rigido con penali pesanti e poche uscite possibili.
  • Royalty alte senza servizi proporzionati, o costi accessori poco trasparenti.
  • Saturazione: troppi punti nella stessa zona, oppure nessuna regola di tutela.
  • Turnover anomalo di affiliati: tante aperture e tante chiusure, in poco tempo.

Una mini-checklist pratica prima di firmare

Cosa chiederePerché conta davvero
Conto economico tipo e voci di costoPer stimare margini e sostenibilità
Elenco affiliati attivi e cessatiPer capire stabilità della rete
Regole su fornitori e prezziPer misurare la tua autonomia
Dettaglio servizi inclusi nelle royaltyPer capire se paghi valore o “aria”
Clausole di rinnovo e recessoPer evitare trappole contrattuali

La conclusione che scioglie il dubbio

Aprire in franchising conviene quando cerchi un modello collaudato, accetti regole chiare e vuoi abbassare il rischio di errori tipici dell’avvio. Diventa meno conveniente se il tuo progetto richiede sperimentazione, oppure se i costi ricorrenti mangiano troppo margine.

Il punto non è trovare “il marchio perfetto”, ma il marchio giusto per il tuo territorio, il tuo capitale, la tua disciplina operativa. E prima di firmare, una lettura del contratto con un legale non è un extra, è parte dell’investimento.

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