C’è un momento, in pieno inverno, in cui ti accorgi che qualcosa non torna: il termosifone è bollente sotto e tiepido sopra, oppure senti quel gorgoglio fastidioso come se ci fosse un acquario nascosto nel muro. È lì che molti corrono a “spurgare”, ma proprio in quel gesto semplice si nasconde l’errore che fa perdere tempo, sporcare casa e, soprattutto, lasciare l’aria dove non dovrebbe stare.
L’errore che rovina lo spurgo (e perché succede)
L’equivoco più comune è sfiatare con la caldaia accesa. Capita perché si pensa: “Se l’impianto è in funzione, l’aria uscirà più facilmente”. In realtà, con l’impianto caldo e in pressione, l’acqua è più “agitata” e può uscire a scatti. Risultato?
- Schizzi e gocce che macchiano pareti e pavimenti
- Spurgo meno efficace, perché l’aria non si raccoglie in modo stabile nella parte alta del radiatore
- Maggiore rischio di aprire troppo e perdere più acqua del necessario
Il trucco mentale è immaginare il termosifone come una bottiglia: se la scuoti mentre provi a far uscire le bolle, non fai ordine, fai caos.
Il secondo errore, quello silenzioso: non controllare la pressione
Anche quando lo spurgo sembra riuscito, molti chiudono tutto e si dimenticano il passo decisivo: controllare la pressione. Durante lo sfiato esce aria, sì, ma spesso esce anche un po’ d’acqua, e la pressione può scendere sotto il livello ottimale.
Indicativamente, a impianto freddo, la pressione dovrebbe stare intorno a 1,0-1,5 bar (verifica sempre il manuale della tua caldaia). Se scende troppo, potresti notare:
- termosifoni che scaldano poco o a intermittenza
- caldaia che va in blocco o segnala errore
- circolazione dell’acqua meno regolare, con nuovi rumori
È come provare a bere con una cannuccia bucata: qualcosa passa, ma non abbastanza.
Altri sbagli diffusi che abbassano l’efficienza
Oltre ai due “classici”, ci sono abitudini che, sommate, rubano calore e soldi.
- Non spurgare regolarmente: l’aria si accumula, crea zone fredde e riduce la resa. Un segnale tipico è il termosifone caldo solo a metà.
- Ignorare la pulizia: polvere tra le alette e sporco dietro al radiatore fanno da isolante, come un cappotto messo sopra la fonte di calore.
- Dimenticare la sequenza: fare i radiatori a caso porta spesso a ripetere l’operazione. Una sequenza ordinata rende tutto più rapido.
La procedura corretta, passo dopo passo
Se vuoi farlo in modo pulito, efficace e senza sorprese, segui questa mini routine.
- Spegni l’impianto e attendi che i termosifoni siano tiepidi o freddi.
- Metti sotto la valvolina di sfiato un recipiente e tieni un panno pronto. La valvola di solito è in alto, sul lato.
- Con la chiavetta, apri lentamente: sentirai un fischio, è l’aria.
- Quando esce un filo d’acqua regolare (meglio se pulita), chiudi senza forzare.
- Inizia dal radiatore più vicino alla caldaia e procedi via via sugli altri.
- A fine giro, guarda il manometro: se sei sotto 1,0-1,5 bar a freddo, fai il rabbocco secondo le istruzioni del produttore.
- Chiudi con una pulizia veloce: aspirapolvere tra le alette, panno umido e una passata anche alla parete dietro.
Quando conviene chiamare un professionista
Se l’acqua che esce è scura, se i radiatori restano freddi nonostante lo spurgo, o se senti odori e rumori persistenti, può esserci sporco interno, fanghi o calcare. In questi casi, un lavaggio professionale (anche chimico) può riportare l’impianto a respirare davvero.
La frequenza che fa la differenza
Una spurga fatta bene 1-2 volte l’anno, tipicamente all’avvio della stagione fredda e a metà inverno se serve, mantiene l’impianto più efficiente, riduce i consumi e limita i problemi di umidità e zone fredde. E soprattutto ti evita quella sensazione frustrante: termosifoni accesi, ma casa che non si scalda mai come dovrebbe.




