Non potare il susino in questo periodo: rischi di non avere frutti e di farlo ammalare

Se hai un susino in giardino, a fine gennaio viene quasi naturale pensare, “Approfitto del riposo e lo sistemo”. È proprio qui che molti inciampano: in pieno inverno il tuo albero sembra fermo, ma in realtà sta solo aspettando il momento giusto per ripartire, e un taglio nel periodo sbagliato può trasformarsi in un invito aperto a freddo, umidità e malattie.

Perché fine gennaio è un momento “traditore”

La questione non è che la potatura invernale sia sempre sbagliata, ma che fine gennaio, soprattutto nelle zone fredde, è spesso la fase più instabile: giornate miti alternate a gelate improvvise, piogge persistenti, nebbie e umidità che non asciuga mai davvero.

Quando tagli un ramo crei una ferita di taglio. In condizioni ideali l’albero cicatrizza in modo rapido. In condizioni fredde e bagnate, invece, la ferita resta “aperta” più a lungo, i tessuti diventano fragili e l’acqua può infiltrarsi, aumentando lo stress.

Rischio 1: ferite che non cicatrizzano e legno più vulnerabile

In inverno il susino ha una capacità ridotta di reagire. Se dopo la potatura arriva una notte molto fredda, i margini del taglio possono subire danni e la cicatrizzazione rallenta ulteriormente.

Ecco cosa succede spesso, in pratica:

  1. taglio eseguito con buone intenzioni;
  2. pioggia o brina che ristagnano sulla ferita;
  3. gelo che “spacca” i tessuti appena esposti;
  4. ingresso facilitato di patogeni.

Il risultato è un albero più debole, che in primavera riparte con meno energia, e tu te ne accorgi magari solo mesi dopo, quando alcuni rami faticano a vegetare.

Rischio 2: più infezioni fungine e batteriche

Il susino è sensibile a diverse problematiche legate alle ferite, soprattutto quando l’ambiente è umido. Tagli in pieno inverno, con pioggia e freddo, possono aumentare la probabilità di:

  • infezioni fungine che colonizzano il legno esposto,
  • problemi batterici che entrano da microlesioni,
  • emissione di gommosi (la classica “gomma” ambrata), spesso segnale di stress o di ferite che l’albero fatica a gestire.

Un dettaglio che molti sottovalutano è l’igiene: forbici e seghetti non disinfettati possono trasferire patogeni da una pianta all’altra. In quei giorni freddi, quando la cicatrizzazione è lenta, anche una piccola contaminazione può diventare un problema grosso.

Rischio 3: meno frutti (anche se la pianta sembra sana)

La parte più frustrante è questa: puoi fare un lavoro ordinato e vedere il susino “in forma”, ma ritrovarti con pochi frutti.

I motivi principali sono due:

  • danni alle gemme fiorali: se potando stimoli squilibri o esponi rami a gelate, alcune gemme fiorali possono perdere vitalità;
  • carica di gemme alterata: togliere rami produttivi nel momento sbagliato riduce la potenzialità di fioritura, soprattutto se poi la stagione primaverile è capricciosa.

In altre parole, non è solo “quanto tagli”, ma “quando” lo fai, e fine gennaio spesso non perdona.

Quando potare davvero (senza giocare d’azzardo)

Il periodo migliore, nella maggior parte dei casi, è la fine inverno, quando il grosso delle gelate è passato ma la pianta non è ancora entrata in piena spinta vegetativa.

ZonaFinestra più prudenteCosa controllare prima
Nord e aree soggette a gelotra fine febbraio e marzo (meteo permettendo)rischio gelate tardive, stato delle gemme
Centrotra febbraio e inizio marzoumidità persistente, piogge
Sud e aree mititra febbraio e marzo, dopo verifica gemmeuniformità delle gemme, vigoria

Poi c’è la potatura verde (primavera estate): leggera, mirata, ideale per arieggiare e contenere, senza superare in genere il 20 o 30% della chioma.

Piccole regole pratiche che salvano raccolto e pianta

  1. Usa attrezzi affilati: tagli netti, meno sfilacciamenti.
  2. Disinfetta spesso (alcool o prodotti a base di sali d’ammonio).
  3. Fai tagli obliqui e puliti, sopra una gemma ben orientata, così l’acqua scivola via.
  4. Evita di potare con pioggia, nebbia fitta o temperature prossime allo zero.
  5. Dopo l’intervento, osserva: se compaiono gomma o rami che seccano, intervieni presto con rimozioni mirate.

Se proprio a fine gennaio ti prudono le mani, limita l’azione al minimo indispensabile: elimina solo rami chiaramente rotti o morti. Per il resto, aspettare qualche settimana spesso è la scelta che ti ripaga con un susino più sano e una fioritura più generosa.

SchoolNews

SchoolNews

Articoli: 265

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *