Matera in due giorni sembra una promessa azzardata, lo ammetto. Poi però capisci che la città ti “aiuta”: ti prende per mano dal centro moderno e ti trascina giù, tra scalinate, vicoli e luci calde che sembrano accendersi apposta per farti restare.
Prima di partire: cosa aspettarti davvero
L’itinerario è quasi tutto a piedi, con un totale indicativo di 10-15 km in due giorni. Le scarpe comode non sono un consiglio, sono una regola non scritta. Matera è fatta di saliscendi e pietra, e proprio per questo è memorabile.
Un punto importante: i Sassi non sono “solo” un quartiere, sono un sistema urbano scavato nella roccia, riconosciuto come patrimonio dell’UNESCO. Se fai un tour guidato (circa 20 € a persona per 2,5 ore), molte storie che altrimenti scivolerebbero via diventano improvvisamente vive.
Giorno 1: dal centro ai Sassi, fino alle luci della sera
Mattina: Piazza Vittorio Veneto e discesa nel Sasso Barisano
Inizia da Piazza Vittorio Veneto, il “salotto” dove Matera si presenta in modo ordinato, quasi elegante. Dai un’occhiata all’Annunziata (ex convento, oggi biblioteca) e poi vai sotto la superficie, negli ipogei: se riesci, entra al Palombaro Lungo, una cisterna che ti fa capire quanto l’acqua qui fosse una vera ossessione.
Da lì, scendi verso il Sasso Barisano. È il lato più “costruito”, ricco di facciate, portali e balconcini che sembrano normali, finché non ti accorgi che spesso dietro c’è la roccia, e dietro la roccia c’è un’altra storia.
Da non perdere in questa fascia:
- scorci su case-grotta e chiese rupestri
- una visita a una Casa Grotta (anche del Casalnuovo) per vedere com’era la vita contadina nel ’900, con arredi essenziali e spazi incredibilmente piccoli
Pranzo: sapori lucani senza complicazioni
A metà giornata fermati in un locale tipico e vai sul sicuro: orecchiette e, se lo trovi in carta, peperone crusco. Due morsi e capisci perché qui il cibo è parte del paesaggio.
Pomeriggio: belvedere, Cattedrale e Sasso Caveoso
Prosegui verso Piazzetta Pascoli e il Belvedere Luigi Guerricchio: è una vista iconica, quella che ti fa pensare “ok, adesso sì che sono a Matera”.
Poi sali alla Cattedrale di Maria Santissima della Bruna. Anche solo il sagrato vale la salita, perché da lì il panorama si apre e il labirinto del Sasso Barisano diventa leggibile.
Nel tardo pomeriggio scendi nel Sasso Caveoso, più essenziale, più scenografico, quasi teatrale. Qui le chiese rupestri sono una tappa emotiva prima ancora che culturale.
Tappe consigliate:
- Santa Maria de Idris, appoggiata al Monterrone, un luogo che sembra sospeso
- San Pietro Caveoso e i punti panoramici lungo la gravina
- (opzionale) Casa Noha, Casa Cava, o MUSMA se vuoi alternare pietra e arte contemporanea
Sera: Matera illuminata e cena “giusta”
La passeggiata serale tra i vicoli illuminati è uno di quei momenti che non si programmano ma si ricordano. A cena cerca piatti con prodotti locali, e concediti un bicchiere di vino del territorio: qui, anche la lentezza ha un sapore.
Giorno 2: Murgia, belvedere e un finale da cartolina
Mattina: Parco della Murgia Materana e sentieri sulla gravina
Parti presto dal Sasso Caveoso e punta verso la gravina. Se te la senti, attraversa il ponte tibetano e sali nei sentieri del Parco della Murgia Materana. Porta acqua, perché tra roccia e sole la sete arriva in fretta.
L’obiettivo è uno: andare a guardare Matera “da fuori”, come se fosse un presepe di pietra. Murgia Timone è spesso la meta più appagante.
Pomeriggio: ritorno in città e ultimi dettagli
Rientra e ripassa da Piazza Duomo per un ultimo colpo d’occhio. Se non l’hai fatto il primo giorno, recupera il Palombaro Lungo o concediti un giro tra botteghe e artigianato.
Se vuoi chiudere il cerchio, valuta un tour guidato per legare insieme Sassi e chiese rupestri senza perderti i passaggi più importanti.
Mini-checklist per godertela senza stress
- Scarpe: suola comoda, niente scivoloni sulla pietra
- Orari: verifica sempre, soprattutto per ipogei e musei
- Tramonto: scegli un belvedere e arrivaci con anticipo
- Alloggio: dormire nei Sassi cambia l’esperienza, sembra di restare dentro la storia
Due giorni non bastano per “finire” Matera, ed è proprio questo il bello. Bastano però per capire perché, una volta vista, ti rimane addosso come la polvere chiara della sua pietra.




