Assegno di inclusione over 55: come ottenerlo se sei senza lavoro

Ti è mai capitato di sentire, magari al bar o in una chat di quartiere, “C’è l’assegno per gli over 55 disoccupati, basta fare domanda”? È una di quelle frasi che accendono subito speranza e curiosità. Poi però, quando vai a cercare, scopri che la realtà è un po’ più sfumata, e proprio per questo vale la pena capirla bene, senza perdere tempo tra voci e mezze verità.

Esiste davvero un “Assegno di inclusione over 55”?

No, non esiste una misura ufficiale con quel nome dedicata solo ai disoccupati over 55. Quello di cui si parla, nella maggior parte dei casi, è l’Assegno di Inclusione (ADI), una prestazione pensata per sostenere nuclei familiari fragili con redditi bassi, non una categoria anagrafica specifica.

Quindi la domanda giusta non è “Sono over 55, mi spetta?”, ma: “Il mio nucleo familiare rientra nei requisiti dell’ADI?”.

A chi è rivolto l’Assegno di Inclusione (in pratica)

L’ADI è legato a una combinazione di requisiti:

  • economici (soprattutto ISEE, reddito e patrimoni),
  • di residenza e cittadinanza,
  • di composizione del nucleo (la parte che spesso fa la differenza).

In generale, l’ADI tende a riguardare famiglie in cui è presente almeno una condizione di fragilità, per esempio:

  • minori,
  • persone con disabilità,
  • persone anziane (spesso si considera la soglia dei 60 anni o più, a seconda delle regole applicate),
  • situazioni seguite dai servizi sociali.

Se hai 55, 56, 58 anni e sei senza lavoro, il punto chiave è capire se in casa c’è qualcuno che “aggancia” la misura, oppure se rientri tu stesso in una condizione riconosciuta.

Over 55 senza lavoro: quando puoi ottenerlo davvero

Ecco gli scenari più frequenti in cui un over 55 disoccupato può arrivare all’ADI:

  1. Se nel nucleo c’è una persona che rientra nelle categorie tutelate
    Ad esempio un figlio minorenne, un familiare con disabilità, un over 60 convivente.

  2. Se hai una disabilità certificata (o un familiare ce l’ha)
    In questo caso i requisiti “di fragilità” sono spesso più chiari, ma servono verbali e documentazione aggiornata.

  3. Se sei in un nucleo numeroso con redditi molto bassi
    Non basta essere in tre o quattro, conta come è composto il nucleo e quali entrate risultano ufficialmente.

Se invece sei solo, hai 55-59 anni, sei abile al lavoro e non hai minori o disabilità in famiglia, può succedere che l’ADI non sia la strada giusta. In quei casi conviene chiedere anche di misure di attivazione come il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), oppure valutare NASpI (se ne hai diritto), bonus locali comunali e agevolazioni per affitto e utenze.

Requisiti economici: cosa guardano davvero

Qui si inciampa spesso, perché non basta “avere poco sul conto”. In genere vengono valutati:

  • ISEE (con soglie fissate per legge e soggette ad aggiornamenti),
  • reddito familiare,
  • patrimonio mobiliare (conti, depositi, titoli),
  • patrimonio immobiliare (oltre la prima casa, se rilevante),
  • eventuale canone di affitto (che può incidere nei calcoli).

Il consiglio più utile è pratico: fai calcolare l’ISEE in modo accurato, perché un dettaglio sbagliato può bloccare tutto o farti risultare “fuori” quando non lo sei.

Come fare domanda: la via più semplice (e quella che evita errori)

La strada più lineare passa da un CAF (o dai canali INPS, se sei pratico). In concreto:

  1. Prepara l’ISEE (spesso anche in versione precompilata)
    Servono dati su redditi e patrimoni, tipicamente redditi dell’anno precedente e patrimoni al 31/12.

  2. Raccogli i documenti chiave

  • documento e codice fiscale di tutti i componenti
  • permesso di soggiorno (se necessario)
  • contratto di affitto registrato (se presente)
  • certificazioni di disabilità o verbali
  • IBAN
  • CU, 730 o Redditi, saldi e giacenze medie
  1. Invia la domanda tramite CAF o portale INPS
    Poi segui gli step richiesti (patti e convocazioni), perché l’ADI non è solo “un assegno”, è anche un percorso.

Un ultimo dettaglio che cambia tutto

Se stai cercando “ADI over 55” perché ti senti in bilico, troppo giovane per la pensione e troppo “fuori mercato” per ricominciare, sappi che non sei l’unico. Ma proprio per questo conviene giocare d’anticipo: un controllo al CAF, una verifica dei requisiti del nucleo e un piano B (SFL, NASpI, aiuti comunali) spesso fanno la differenza tra aspettare mesi e ottenere una risposta chiara in pochi giorni.

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