Queste vecchie porcellane decorate a mano ora valgono cifre incredibili: controlla i marchi nascosti sotto la base

A volte basta un gesto semplice, capovolgere un piatto o una tazza impolverata, per sentire quel brivido da caccia al tesoro. In cantina, in credenza, dentro scatole ereditate senza troppe domande, molte vecchie porcellane decorate a mano aspettano solo di raccontare chi le ha create e, soprattutto, quanto possono valere oggi.

Il momento decisivo: guarda sotto la base

Se vuoi capire se hai tra le mani un pezzo speciale, non partire dal decoro. Parti dal “retro”, cioè dalla base non smaltata (spesso opaca e leggermente ruvida). È lì che si nascondono marchi, sigle e firme.

Cosa cercare, in pratica:

  • Un simbolo (corone, spade incrociate, gigli, stemmi).
  • Lettere o numeri (iniziali della manifattura, anno, serie).
  • Un nome scritto a mano (firma del decoratore o del reparto pittura).
  • Timbri in blu, verde, rosso o nero, a volte molto sbiaditi.

Se la base è completamente smaltata e non trovi nulla, non significa automaticamente che sia “senza valore”, ma rende la tracciabilità più difficile e quindi la valutazione più prudente.

I marchi che fanno davvero la differenza

Qui arriva la parte che accende la curiosità. Alcune manifatture sono ricercate perché hanno una storia lunga, standard qualitativi altissimi e un mercato internazionale attivo. Tra i nomi più citati dagli appassionati compaiono Meissen, Ginori (Doccia), Capodimonte e Limoges, ma anche Sèvres e Royal Worcester.

Per orientarti senza farti travolgere:

  1. Meissen: spesso associata a lavorazioni raffinate, rilievi, motivi complessi e marchi celebri, con varianti che cambiano nel tempo.
  2. Ginori (Doccia): molto apprezzata per la cura delle forme e la qualità pittorica, soprattutto nei pezzi con scene e dettagli finissimi.
  3. Capodimonte: nota per soggetti elaborati e lavorazioni attente, spesso con elementi plastici e gusto scenografico.
  4. Limoges: un mondo vasto, dove il marchio e la qualità della decorazione fanno la differenza tra “bello” e “molto richiesto”.

E poi c’è il capitolo Oriente, affascinante e delicato: Imari, Arita, artisti come Kakiemon e Imaemon, oppure porcellane cinesi con marchi imperiali a sei caratteri attribuiti a dinastie come Ming e Qing. Qui, però, la prudenza è d’obbligo, perché copie e reinterpretazioni sono numerosissime.

Come riconoscere una decorazione davvero fatta a mano

La parola chiave è imperfezione intelligente. La decorazione manuale non è “storta”, è viva. Quando ti avvicini, dovresti percepire piccoli segnali:

  • Pennellate visibili e leggere variazioni di spessore.
  • Foglie simili ma non identiche, sfumature che cambiano di mezzo tono.
  • Linee dorate con micro discontinuità, tipiche dell’applicazione in oro zecchino.
  • Motivi complessi (mitologici, floreali, paesaggi) con stratificazioni di colore.

Un test semplice: osserva lo stesso dettaglio ripetuto (petali, perline, riccioli) in punti diversi. Se sono perfettamente identici, potrebbe essere decalcomania o stampa. Se “respirano” e cambiano appena, hai un indizio buono.

Cosa determina il valore, davvero

Il valore non nasce da una sola cosa. È un incastro di fattori, come in un piccolo romanzo.

I principali:

  • Rarità: serie limitate, soggetti particolari, servizi incompleti ma con pezzi molto ricercati.
  • Condizioni: niente sbeccature, crepe, restauri invasivi. Anche un micro chip sul bordo può cambiare molto la stima.
  • Provenienza: documenti, vecchie fatture, certificati, o anche una storia familiare ben ricostruita aiutano.
  • Domanda attuale: le tendenze cambiano, e il mercato si muove.

Indicativamente, sul mercato si vedono range che possono partire da circa €350 per piatti francesi di inizio Novecento in buone condizioni, salire verso €700 per piccole sculture di fine Ottocento, e arrivare ben oltre per pezzi rari, perfetti e con attribuzioni solide, soprattutto nel mondo della porcellana orientale blu e bianca.

Come fare una stima senza farti illusioni

Per non restare sospeso tra speranza e delusione, prova così:

  • Fotografa bene base, marchio, profilo e dettagli del decoro (luce naturale, niente filtri).
  • Confronta venduti reali (aste online e cataloghi), non solo “prezzi richiesti”.
  • Se il pezzo ti sembra promettente, investi in una perizia: spesso ripaga, anche solo per evitare errori.

E se ti stai chiedendo “ma quindi vale qualcosa?”, la risposta più onesta è questa: il marchio sotto la base non è un dettaglio, è l’inizio della storia. E in molti casi, è proprio lì che si nasconde la cifra incredibile.

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