Hai il libretto postale? Ecco la nuova agevolazione attiva per molti clienti che pochi conoscono

Se hai un libretto postale, potresti avere tra le mani un vantaggio che passa spesso sotto traccia. Non parlo di “promozioni lampo”, ma di una regola concreta che, se incastrata bene nella tua situazione familiare, può alleggerire il calcolo dell’indicatore economico e aprire più facilmente la porta a bonus e agevolazioni.

La novità che cambia il calcolo dal 5 marzo 2025

Dal 5 marzo 2025 è attiva una nuova agevolazione ISEE: i depositi detenuti su libretti di risparmio postale, buoni fruttiferi postali e titoli di Stato vengono esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro per nucleo familiare.

Detta in modo semplice: una parte del tuo “patrimonio” smette di pesare sull’ISEE, almeno entro quella soglia. E questo può fare la differenza, perché l’ISEE non fotografa solo reddito e casa, ma anche risparmi e investimenti.

Per capirci al volo, ecco due casi tipici.

Risparmi su libretto + buoni + titoliQuota esclusaQuota che resta conteggiata
30.000 + 15.000 = 45.000 euro45.000 euro0 euro
70.000 euro totali50.000 euro20.000 euro

Nel primo esempio rientri completamente nella soglia, quindi quei 45.000 euro non entrano nel calcolo. Nel secondo, l’esclusione “si ferma” a 50.000 euro e la parte eccedente continua a contare.

Perché questa esclusione è così interessante (anche se non sembra)

La sensazione, quando se ne parla, è quasi di un dettaglio tecnico. In realtà è un piccolo spostamento di prospettiva: se una famiglia ha risparmi prudenziali, magari messi da parte per imprevisti, spese sanitarie o studi dei figli, ora può avere un indicatore economico più vicino alla propria vita reale.

In pratica, questa esclusione può:

  • abbassare l’ISEE a parità di reddito,
  • migliorare l’accesso a prestazioni sociali agevolate,
  • rendere meno “penalizzante” la scelta di risparmiare con strumenti considerati tradizionali.

Se vuoi approfondire cosa misura davvero, qui trovi la definizione ufficiale di ISEE.

Dal 14 gennaio 2026 cambiano le regole operative sui Buoni Fruttiferi Postali

Un altro passaggio importante riguarda chi acquista Buoni Fruttiferi Postali. Dal 14 gennaio 2026, per comprare i BFP sarà necessario avere un libretto attivo. Le regole operative vengono aggiornate con maggiore attenzione a:

  • limiti e controlli sulle operazioni,
  • tracciabilità dei movimenti,
  • gestione più ordinata tramite app e canali digitali.

Se oggi ti capita di usare il libretto “solo ogni tanto”, questa è una di quelle novità che conviene anticipare: un libretto non aggiornato o non operativo rischia di diventare un intoppo proprio quando vuoi sottoscrivere un buono.

Rendimenti 2026: il Buono Premium 4 anni sotto i riflettori

Sul fronte dei rendimenti, nel 2026 spicca il Buono Premium 4 anni, pensato per chi porta nuova liquidità. Il punto chiave è proprio questo: premia i versamenti “freschi” sul libretto, non semplici spostamenti interni di denaro già presente nel circuito postale.

Il rendimento indicato è 2,50% lordo annuo a scadenza. È un numero che si capisce meglio se lo trasformiamo in qualcosa di quotidiano: non è una corsa ad ostacoli di mercato, ma una scelta che privilegia la stabilità e la pianificazione, soprattutto per obiettivi a 4 anni.

Tassazione e bollo: cosa resta davvero in tasca

Qui vale la regola d’oro, guardare sempre il “dopo”.

  • La tassazione agevolata sugli interessi dei buoni postali è al 12,5%. Significa che, in modo approssimativo, il rendimento netto è circa l’87,5% di quello lordo.
  • I buoni sono esenti da imposta di bollo fino a 5.000 euro. Oltre questa soglia, scatta lo 0,20% annuo.

Come sfruttare l’agevolazione senza impazzire

Se vuoi muoverti con criterio, ti lascio una mini check-list pratica:

  1. Somma i valori di libretto, buoni fruttiferi e titoli di Stato nel nucleo familiare.
  2. Confronta il totale con la soglia dei 50.000 euro esclusi.
  3. Se prevedi di acquistare BFP nel 2026, verifica che il libretto sia attivo e gestibile anche via app.
  4. Valuta rendimento, tassazione e bollo insieme, non separatamente.

La sostanza è chiara: la nuova esclusione fino a 50.000 euro può essere un vantaggio reale per molte famiglie, ma funziona davvero solo se sai dove sei, quanto hai e quali mosse farai nei prossimi mesi.

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