C’è un momento, mentre scorrono i pacchi e l’adrenalina sale, in cui viene spontaneo pensarlo: “Sì, ok lo show, ma quanto ci guadagnano davvero?”. Me lo sono chiesto anch’io, perché tra voci di corridoio e numeri sparati a caso, la realtà rischia di diventare più confusa del tabellone a metà puntata.
La regola che cambia tutto: soldi veri, ma spesso in gettoni d’oro
La prima cosa da sapere è che ad Affari Tuoi non sempre si parla di bonifici immediati. Una parte dei compensi e delle vincite viene erogata in gettoni d’oro, che poi vanno convertiti in denaro. E qui arriva il punto che molti ignorano: tra tassazione e commissioni di conversione, il “netto” può scendere parecchio rispetto al numero annunciato.
Quanto prendono davvero i pacchisti
I pacchisti, cioè i rappresentanti delle regioni che aprono o tengono i pacchi, non sono lì gratis, ma nemmeno con cifre da capogiro.
In base alle indicazioni più ricorrenti (coerenti con regolamenti e ricostruzioni di settore), il compenso tipico è:
- 50 euro lordi a puntata, erogati in gettoni d’oro
- Importo soggetto a detrazioni fiscali e a costi/commissioni di conversione
- Risultato pratico, il netto può “assottigliarsi” fino a diventare molto più basso, in certi casi percepito come pochi euro effettivi
C’è anche un dettaglio interessante che spesso passa sotto traccia: nei pacchi esistono valori piccoli (da 1 a 50 euro), ma è previsto un meccanismo di tutela per cui le vincite minime possono essere garantite come 50 euro in gettoni quando il premio sarebbe troppo basso. È un modo per evitare che l’esperienza si chiuda con cifre simboliche.
E le cifre da 500 a 1.500 euro a puntata?
Ogni tanto circolano racconti su presunti compensi molto più alti, tipo 500 o 1.500 euro a puntata, magari con bonus. Senza accusare nessuno, è utile trattarli per quello che sono, stime non confermate e meno allineate alle regole riportate in modo consistente. La versione “solida” resta quella del compenso fisso contenuto.
Bonus e possibilità extra
Oltre al gettone fisso, esistono dinamiche che possono incidere:
- la chance di diventare concorrente quando viene estratta la propria regione
- bonus come il Jackpot “Gennarino”, che può partire da 1.000 euro e, in alcune formule, arrivare ad accumuli più alti (fino a decine di migliaia)
I concorrenti: niente cachet fisso, ma premi (anche enormi)
Per il concorrente, la storia è diversa: non c’è un compenso fisso garantito “per il solo fatto di giocare”. Qui conta la partita, le offerte e la fortuna nei pacchi.
I premi teorici vanno da:
- 0 euro (eventualità limite)
- fino a 300.000 euro lordi
Nella pratica, però, la maggior parte delle puntate si gioca su valori più frequenti, come 1 euro, 5 euro, cifre tra 500 e 5.000 euro, oppure tagli intermedi e alti (oltre 10.000 euro, fino a 100.000 euro o più, più rari).
La media “realistica” delle vincite
Se si cerca una stima credibile, molte ricostruzioni convergono su una media verosimile tra:
- 10.000 e 30.000 euro lordi, spesso nell’area 15.000-25.000 euro
Dipende tantissimo da come si arriva al finale: pacchi eliminati presto, offerte accettate, cambi, strategia emotiva. Insomma, non è solo un numero, è una traiettoria.
Tasse e conversione: quanto resta davvero in tasca
Qui arriva la parte che fa davvero chiarezza. Sulle vincite incidono due voci tipiche:
- tasse intorno al 20-22%
- circa 5% per la conversione dei gettoni
Esempio pratico, giusto per “sentire” la differenza:
| Vincita lorda | Trattenute tasse (20-22%) | Conversione (5%) | Netto indicativo |
|---|---|---|---|
| 100.000 € | 20.000-22.000 € | 5.000 € | 73.000-75.000 € |
Quindi sì, le cifre possono essere importanti, ma il netto reale è sempre più basso del numero “da copertina”.
La verità, in una frase
I pacchisti prendono in genere un compenso fisso contenuto (circa 50 euro lordi a puntata in gettoni, poi ridotto da trattenute e conversione), mentre i concorrenti non hanno cachet, ma puntano a una vincita variabile fino a 300.000 euro lordi, con una media più frequente nell’ordine di 10.000-30.000 euro, prima di tasse e costi. E a quel punto, finalmente, i conti tornano.




